Eritema solare: come prevenirlo
Durante l'esposizione al sole è importante utilizzare una appropriata protezione solare. Ogni fototipo ha necessità differenti...
L'eritema solare consiste in un arrossamento della pelle conseguente a un'esposizione solare eccessiva.
L'arrossamento spesso è associato a prurito e, nei casi più gravi, possono comparire edema, vescicole o bolle ripiene di siero dovute allo scollamento dell'epidermide.
Si tratta, pertanto, di una vera e propria ustione, la cui entità è proporzionale all'intensità e alla durata dell'esposizione.
Poiché la cute ustionata rilascia particolari fattori infiammatori, sovente l'eritema solare si associa a febbre e a malessere. Nel giro di qualche giorno, in genere, il quadro clinico si risolve, pur lasciando la cute maggiormente vulnerabile, per un periodo più o meno lungo.
Sole d'inverno
Il problema delle scottature si pone anche durante la stagione invernale, quando ci si espone al sole di latitudini diverse dalle nostre.
Basti sapere che, nelle zone esotiche, l'intensità di radiazione è di tre volte superiore alla nostra e il riflesso dell'acqua e della sabbia ne aumentano l’intensità fino al 25 per cento.
Sole in montagna
Anche l'eprosi al sole in alta montagna rappresenta un fattore intensificante delle radiazioni, in una percentuale che va dal 50 al 75 per cento. Da sapere è anche che l'intensità degli ultravioletti aumenta del 12/15 per cento ogni 1000 metri di altitudine.
Come ci si abbronza
La pelle si protegge naturalmente dalle radiazioni solari producendo melanina. Dopo un'esposizione al sole di una certa intensità, la prima reazione cutanea consiste nello scurimento della melanina già presente in superficie. Questa prima abbronzatura si attiva entro un paio d'ore dall'esposizione e conferisce un colore rossiccio che scompare in 24-36 ore.
Contemporaneamente, ha inizio la stimolazione dei melanociti (le cellule che producono la melanina). L'abbronzatura vera e propria si manifesta circa 48 ore dopo le prime esposizioni al sole e rappresenta una valida protezione nei confronti delle successive esposizioni.
Lo strato corneo, il più superficiale, dell'epidermide, si ispessisce conferendo alla pelle una maggiore resistenza alla penetrazione delle radiazioni.
UVA e UVB
La ricerca scientifica ha dimostrato che non sono solo i raggi UVB ad essere nocivi, in quanto eritematogeni, ma anche quelli UVA.
Infatti, questi raggi, che sono presenti in maggiore quantità (costituiscono infatti il 95,6 per cento della radiazione UV), hanno un'azione che arriva fino al derma, provocando danni permanenti come il fotoinvecchiamento e hanno un ruolo determinante nell'effetto cumulativo responsabile dell'insorgenza dei tumori cutanei.
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