La dermatite atopica è una malattia dermatologica che può insorgere a qualsiasi età anche se è più frequente e caratteristica del neonato e del bambino.

La dermatite ha un andamento cronico con fasi alterne di remissione anche totale e fasi di riacutizzazione anche gravi. Nella maggioranza dei casi con l’età dello sviluppo si attenua o scompare.

Il sintomo caratteristico è il prurito e l’arrossamento cutaneo in sedi che variano a seconda dell’età del paziente.

In genere la pelle delle zone colpite si presenta secca, ruvida e desquamante e con segni di trattamento più o meno pronunciati in relazione alla gravità del prurito.

Come conseguenza del grattamento si formano croste che possono andare incontro ad infezioni.

La dermatite atopica è una sindrome multifattoriale, familiare sembra a trasmissione autosomica recessiva che si associa ad altre patologie atopiche quali rinite allergica, asma, orticaria, congiuntivite allergica e alcune forme di gastroenterite.

La malattia è influenzata da fattori psichici come stress ed emozioni e da fattori ambientali quali sostanze allergeniche o irritanti. Di solito si assiste ad un peggioramento stagionale durante la primavera e l’inverno.

 

Gestire la Dermatite Atopica

La gestione quotidiana della dermatite atopica deve essere mirata sempre alla ricostituzione della barriera cutanea alterata per aumentare la capacità difensiva della pelle.

Fase acuta, cosa fare:

  1. Ricorrere a preparati cortisonici solo in casi eccezionali e sempre sotto prescrizione e osservazione medica e per periodi brevi
  2. Quando il prurito è forte utilizzare antistaminici anti-H1 sempre sotto consiglio medico. Attenuare il prurito significa ridurre il riflesso del grattamento e quindi diminuire la possibilità di infezioni cutanee
  3. Associare un trattamento antibatterico mediante creme antibiotiche è diventata prassi anche se non sperimentalmente dimostrata. Tuttavia può essere utile a scopo preventivo, ma devono essere ciclicamente cambiati per evitare il selezionamento di ceppi batterici resistenti
  4. Utilizzare prodotti antinfiammatori locali da associare ad un trattamento idratante. Gli antinfiammatori in commercio non sono così potenti e rapidi come il cortisone, ma hanno il vantaggio di poter essere utilizzati a lungo senza rischi di effetti collaterali
  5. Non sottoporre il paziente a diete particolari: salvo che non ci sia una comprovata allergia a qualche alimento conviene mantenere l’alimentazione più libera possibile. Se c’è il sospetto del possibile coinvolgimento di un alimento nell’insorgenza della crisi, prima di prendere dei provvedimenti dietetici sottoporre il paziente agli accertamenti del caso.
  6. Se il prurito è molto intenso, limitate alimenti ricchi in sostanze che possono peggiorare la situazione:
    • fragole, agrumi, banane, ananas, lamponi, avocado, melone
    • pomodori, spinaci, fecola di patate
    • arachidi, noci, nocciole, mandorle
    • fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli
    • albume, formaggi fermentati (grana, pecorino, gruviera, gorgonzola), yogurt, lievito di birra
    • cioccolato, insaccati, alimenti in scatola, dadi per brodo
    • crostacei, frutti di mare, pesce conservato (tonno, salmone, sardine, alici)

Norme d’igiene

  1. Fare bagni o docce utilizzando prodotti emollienti o oli diluiti in vasca
  2. Non utilizzare saponi o sostanze schiumogene e profumate. Utilizzare solo detergenti senza sapone o al massimo il sapone di Marsiglia
  3. Non fare bagni o docce troppo prolungati
  4. Non utilizzare acqua troppo calda. Mantenere la temperatura tra i 35 e i 37 gradi
  5. Asciugare la pelle tamponando e non sfregando
  6. Dopo il lavaggio e anche indipendentemente da esso idratare la pelle più volte al giorno per correggere lo stato di secchezza cutaneo, l’irritazione e il prurito
  7. Lavare la biancheria a 60 gradi con sapone di Marsiglia, risciacquare a lungo e non utilizzare ammorbidenti o detergenti biologici

Norme personali

  1. Seguire sempre le norme igieniche suggerite
  2. Indossare a contatto della pelle capi di cotone o lino non colorati non aderenti. Vanno evitati anche cappelli e sciarpe di lana. Utilizzare indumenti in pile
  3. Evitare il contatto della pelle con indumenti irritanti, di lana o sintetici per non scatenare crisi di prurito o sudorazione eccessiva
  4. Utilizzare biancheria da letto in cotone e indossare pigiami di cotone o lino
  5. Evitare rapidi sbalzi di temperatura e di coprirsi eccessivamente o avvicinarsi troppo a fonti di calore per non provocare sudorazione o eccessive vasodilatazioni che aumentano la temperatura cutanea e il prurito
  6. Utilizzare scarpe di cuoio. La suola può essere di gomma, ma con intersuola di cuoio
  7. Cercare, se possibile, di contenere situazioni emotivamente violente e, soprattutto per i genitori, armarsi di molta pazienza e costanza sapendo che la dermatite è destinata con il tempo ad attenuarsi e anche a scomparire

In generale

  1. Mantenere la casa ben areata e con una percentuale di umidità intorno al 60%
  2. Riscaldare gli ambienti ad una temperatura non superiore ai 20 gradi
  3. Evitare ambienti polverosi o oggetti che possano essere ricettacolo di polveri come tappeti, divani e poltrone in stoffa, tappezzerie, moquette ecc.
  4. Inutile evitare i contatti con animali domestici da compagnia come cani e gatti salvo indicazioni allergologiche specifiche
  5. Attuare una profilassi contro gli acari: ad esempio spolverare accuratamente, pulire con vapore le superfici lavabili, preferire materassi e cuscini in lattice
  6. Evitare esposizioni al sole rapide e violente. Ricordiamo che i raggi UV sono una delle terapie naturali più efficaci sulla dermatite atopica, ma se l’esposizione è graduale e utilizzando una adeguata fotoprotezione
  7. Non utilizzare creme o pomate antistaminiche sulla pelle: potreste provocarvi più danni che benefici

La piscina

Non esistono divieti per la frequentazione della piscina. Ricordarsi due regole facili:

  • Applicare sulla pelle una crema o un olio idratante magari a base di vitamina E prima del bagno in piscina.
  • Dopo il bagno risciacquare la pelle con una doccia e ripetere l’applicazione della crema idratante.

IMPORTANTE!

I piccoli pazienti affetti da dermatite atopica, soprattutto in fase clinicamente attiva, non devono venire a contatto con persone affette da: Herpes, Varicella, Verruche o infezioni cutanee.

Da qualche settimana ho un intenso prurito sulle braccia e sul viso, dove ho notato una estrema secchezza della pelle. È possibile scoprire da cosa deriva?
Potrebbe trattarsi di una dermatite da contatto: per una diagnosi corretta è necessaria una visita dermatologica e potrebbero poi essere utili i patch test.
Quali sono i prodotti da evitare se si soffre di dermatiti atopiche?
È consigliabile eseguire i test epicutanei, che possono dare informazioni precise sulle sostanze cui si è allergici. L’utilizzo di un prodotto topico è legato al risultato di questi test.
La dermatite da contatto può estendersi anche in parti dove non c’è stato “contatto”? È pruriginosa?
La risposta è sì, perché il contatto c’è stato, anche se non apparente. Le dermatiti da contatto, come molte malattie allergiche della pelle, sono pruriginose.