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Caduta dei capelli: quando è normale, quando preoccuparsi e cosa fare



Perdere capelli ogni giorno è normale. Il capello segue un ciclo naturale di crescita, riposo e caduta, e nella maggior parte delle persone una certa quantità di capelli persi durante lavaggio, asciugatura o pettinatura non indica necessariamente una malattia.

Il problema nasce quando la caduta diventa più abbondante del solito, compare all’improvviso, si associa a diradamento visibile oppure interessa zone precise del cuoio capelluto. In questi casi è utile non limitarsi a cambiare shampoo o assumere integratori a caso, ma capire perché i capelli stanno cadendo.

La visita tricologica permette di valutare capelli e cuoio capelluto, distinguere una caduta temporanea da una forma di alopecia e impostare, quando necessario, un percorso personalizzato.

A cura del Team medico IDE – Istituto Dermatologico Europeo
Pubblicato il: 12 marzo 2024
Aggiornato il: 12 maggio 2026
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita dermatologica o tricologica.

Cosa abbiamo aggiornato in questa guida

Questa guida è stata aggiornata per spiegare in modo più chiaro:

  • quanta caduta può essere considerata normale;
  • quali segnali richiedono una valutazione specialistica;
  • quali sono le cause più frequenti della perdita dei capelli;
  • la differenza tra caduta temporanea, diradamento e alopecia;
  • come si svolge una visita tricologica;
  • perché i trattamenti devono dipendere dalla diagnosi;
  • quando evitare rimedi fai-da-te o prodotti non indicati.

È normale perdere capelli ogni giorno?

Sì. È normale perdere una certa quantità di capelli ogni giorno, spesso senza accorgersene. Il NHS indica come fisiologica una perdita di circa 50–100 capelli al giorno, anche se la percezione può cambiare molto da persona a persona.

Può sembrare di perdere più capelli in alcuni momenti, per esempio durante il lavaggio, dopo averli tenuti legati, nei cambi di stagione o in periodi di stress. Questo non significa sempre che ci sia una calvizie in corso.

Tuttavia, la caduta merita attenzione quando:

  • aumenta improvvisamente;
  • dura da molte settimane;
  • lascia capelli sul cuscino, nella doccia o sulla spazzola in quantità insolita;
  • si associa a prurito, bruciore, forfora intensa, arrossamento o dolore del cuoio capelluto;
  • provoca chiazze senza capelli;
  • rende la riga più larga;
  • riduce il volume della coda;
  • coinvolge anche sopracciglia, barba o altre aree del corpo;
  • compare dopo una malattia, una gravidanza, una dieta drastica o l’assunzione di nuovi farmaci.

In questi casi è consigliabile rivolgersi al dermatologo o al tricologo per identificare la causa.

Caduta o diradamento: non sono la stessa cosa

Molti pazienti usano l’espressione “perdita di capelli” per indicare problemi diversi. Dal punto di vista clinico, però, è importante distinguere.

SituazioneCome si presentaCosa può indicare
Caduta aumentataMolti capelli cadono durante lavaggio o pettinaturaEffluvio telogen, stress, carenze, post-partum, malattie recenti
Diradamento progressivoI capelli diventano più sottili e meno densiAlopecia androgenetica maschile o femminile
Chiazze senza capelliAree tonde o irregolari prive di capelliAlopecia areata o altre condizioni da valutare
Cuoio capelluto infiammatoPrurito, bruciore, desquamazione, crosteDermatite seborroica, psoriasi, infezioni o alopecie infiammatorie
Capelli che si spezzanoFusti fragili, rottura a diverse lunghezzeDanno da trattamenti cosmetici, trazione, calore o fragilità del fusto

Questa distinzione è importante perché non tutti i casi si trattano nello stesso modo. La American Academy of Dermatology sottolinea che il trattamento efficace della perdita dei capelli inizia dall’identificazione della causa.

Quando preoccuparsi per la caduta dei capelli

Una visita tricologica è consigliata se la caduta è intensa, persistente o associata a cambiamenti visibili.

I segnali da non ignorare sono:

  • perdita improvvisa a ciocche;
  • comparsa di chiazze senza capelli;
  • stempiatura progressiva;
  • diradamento al vertice;
  • riga centrale sempre più larga;
  • coda dei capelli più sottile;
  • prurito, dolore, bruciore o arrossamento del cuoio capelluto;
  • forfora intensa o desquamazione persistente;
  • croste, pustole o secrezioni;
  • caduta dopo parto, febbre, intervento chirurgico, dieta restrittiva o forte stress;
  • familiarità per calvizie;
  • perdita di sopracciglia, barba o peli corporei.

La AAD indica tra i segni iniziali di perdita dei capelli il diradamento graduale, la comparsa di chiazze, la recessione dell’attaccatura, l’allargamento della riga e la riduzione del volume della coda. Segnala inoltre che la perdita può comparire anche in modo improvviso, con chiazze o ciocche che cadono durante pettinatura e spazzolatura.

Perché cadono i capelli?

La caduta dei capelli può avere molte cause. Alcune sono temporanee, altre richiedono diagnosi e trattamento precoce per evitare peggioramenti.

1. Alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica è una delle cause più comuni di diradamento progressivo. Negli uomini può manifestarsi con stempiatura, arretramento dell’attaccatura o diradamento al vertice. Nelle donne tende più spesso a presentarsi con allargamento della riga centrale e riduzione diffusa della densità.

La AAD descrive la perdita ereditaria dei capelli come la causa più comune al mondo, sia negli uomini sia nelle donne. Nelle donne il primo segno è spesso il diradamento generale o l’allargamento della riga; negli uomini può comparire come stempiatura o chiazza al vertice.

2. Effluvio telogen

L’effluvio telogen è una caduta aumentata e diffusa, spesso temporanea. Può comparire dopo un evento stressante per l’organismo, come febbre alta, intervento chirurgico, parto, forte dimagrimento, malattia, stress importante o carenze nutrizionali.

In questi casi il paziente spesso racconta di vedere molti capelli nella doccia, sulla spazzola o sul cuscino. A differenza dell’alopecia androgenetica, l’effluvio telogen non sempre causa subito un diradamento localizzato, ma può ridurre il volume complessivo dei capelli.

3. Alopecia areata

L’alopecia areata è una condizione in cui il sistema immunitario colpisce i follicoli piliferi, causando perdita di capelli spesso a chiazze. Può interessare il cuoio capelluto, ma anche barba, sopracciglia, ciglia o altre zone del corpo. La AAD la descrive come una malattia autoimmune in cui l’organismo attacca i follicoli piliferi.

Una chiazza improvvisa senza capelli non va trattata con rimedi cosmetici: richiede valutazione dermatologica.

4. Dermatite seborroica, psoriasi e infiammazione del cuoio capelluto

Prurito, arrossamento, bruciore, forfora grassa, croste o desquamazione possono indicare un problema del cuoio capelluto. Dermatite seborroica, psoriasi, follicolite o altre condizioni infiammatorie possono peggiorare la qualità dei capelli e aumentare la percezione di caduta.

In questi casi il trattamento non deve concentrarsi solo sul capello, ma anche sulla cute del cuoio capelluto.

5. Carenze nutrizionali e dimagrimento rapido

Diete molto restrittive, perdita di peso rapida, alimentazione squilibrata o carenze di ferro possono contribuire alla caduta dei capelli. Il NHS cita tra le possibili cause temporanee anche perdita di peso e carenza di ferro.

Gli integratori, però, non vanno scelti a caso. Se non c’è una carenza documentata, possono essere inutili o non risolvere il problema principale.

6. Ormoni, gravidanza e menopausa

Le variazioni ormonali possono influenzare il ciclo del capello. Alcune donne notano una caduta aumentata nei mesi successivi al parto, durante la menopausa o in presenza di alterazioni ormonali.

In questi casi è importante valutare il quadro generale: ciclo mestruale, familiarità, eventuale acne, irsutismo, disturbi tiroidei, farmaci assunti e carenze nutrizionali.

7. Farmaci e trattamenti medici

Alcuni farmaci o terapie possono favorire caduta temporanea o diradamento. Anche trattamenti oncologici come chemioterapia e radioterapia possono causare perdita dei capelli. Il NHS include tra le cause temporanee malattia, stress, trattamenti oncologici, perdita di peso e carenza di ferro.

In caso di sospetto legame con un farmaco, non bisogna sospendere la terapia autonomamente: è necessario parlarne con il medico.

8. Trazione, calore e trattamenti aggressivi

Acconciature molto tirate, extension, piastre frequenti, decolorazioni, permanenti e trattamenti aggressivi possono indebolire il fusto o favorire forme di alopecia da trazione. In questi casi il problema può essere parzialmente reversibile se riconosciuto presto, ma può diventare più difficile da recuperare se la trazione è prolungata.

Come si svolge la visita tricologica

La visita tricologica serve a capire la causa della caduta dei capelli e a distinguere le diverse forme di alopecia.

Presso IDE Milano, la valutazione può includere:

1. Raccolta della storia clinica

Il dermatologo o tricologo valuta da quanto tempo è presente la caduta, se è iniziata all’improvviso o gradualmente, se ci sono familiarità, stress recenti, parto, febbre, interventi, diete, farmaci, disturbi ormonali o problemi del cuoio capelluto.

2. Esame del cuoio capelluto

Il cuoio capelluto viene osservato per valutare densità, distribuzione del diradamento, eventuali chiazze, arrossamento, desquamazione, seborrea, cicatrici, pustole o altri segni dermatologici.

3. Valutazione del capello

Il medico può osservare il calibro dei capelli, la presenza di miniaturizzazione, fragilità del fusto, capelli spezzati o differenze tra aree del cuoio capelluto.

4. Videodermatoscopia

La videodermatoscopia permette di osservare cute e capelli con ingrandimento, valutando densità, diametro dei fusti, caratteristiche follicolari e segni di infiammazione.

5. Tricogramma o esami specifici

Il tricogramma valuta qualità e fase del ciclo del capello. La pagina IDE dedicata alla tricologia descrive il tricogramma come un esame che analizza i capelli in base alle fasi di crescita, involuzione e riposo, utile nei casi di perdita, fragilità o diradamento.

6. Eventuali esami del sangue o biopsia

Quando il dermatologo sospetta carenze, squilibri ormonali, infezioni o malattie del cuoio capelluto, può richiedere esami del sangue o ulteriori approfondimenti. La AAD indica che, se si sospettano malattie, carenze vitaminiche, squilibri ormonali o infezioni, possono essere necessari esami del sangue o biopsia del cuoio capelluto.

Quali trattamenti esistono per la caduta dei capelli?

Il trattamento dipende dalla diagnosi. Non esiste una soluzione unica valida per tutti.

In base alla causa, il medico può valutare:

  • terapie topiche;
  • farmaci specifici;
  • trattamenti per dermatite seborroica, psoriasi o infiammazione del cuoio capelluto;
  • correzione di carenze documentate;
  • modifiche delle abitudini cosmetiche;
  • monitoraggio con controlli periodici;
  • trattamenti strumentali selezionati;
  • valutazione per trapianto nei casi indicati.

Minoxidil e finasteride sono tra i trattamenti più conosciuti per alcune forme di calvizie, ma non sono adatti a tutti e non devono essere iniziati senza una valutazione medica. Il NHS indica finasteride e minoxidil come principali trattamenti per la calvizie maschile, specificando che il minoxidil può essere usato anche nella calvizie femminile, mentre le donne non devono usare finasteride; inoltre segnala che questi trattamenti non funzionano per tutti e funzionano solo finché vengono usati.

Per questo è importante evitare l’autodiagnosi: usare un prodotto sbagliato può far perdere tempo prezioso o non agire sulla causa reale della caduta.

Integratori e shampoo anticaduta: servono davvero?

Integratori e shampoo possono avere un ruolo solo in alcuni casi, ma non rappresentano una cura universale.

Uno shampoo può migliorare la detersione, aiutare in caso di forfora o ridurre l’irritazione del cuoio capelluto, ma difficilmente risolve da solo un’alopecia androgenetica, un’alopecia areata o una caduta legata a cause sistemiche.

Gli integratori possono essere utili quando c’è una carenza documentata o un aumentato fabbisogno, ma non dovrebbero sostituire la diagnosi. Se la caduta dipende da alopecia androgenetica, infiammazione del cuoio capelluto, farmaci, malattie o squilibri ormonali, l’integratore da solo non è sufficiente.

La domanda corretta non è “quale prodotto usare?”, ma:

Perché sto perdendo capelli?

La risposta arriva dalla diagnosi.

Quando prenotare una visita tricologica

È consigliabile prenotare una visita tricologica se:

  • la caduta dura da più di 6-8 settimane;
  • la quantità di capelli persi è molto superiore al solito;
  • noti diradamento progressivo;
  • la riga centrale si allarga;
  • compare stempiatura o diradamento al vertice;
  • hai chiazze senza capelli;
  • hai prurito, bruciore, arrossamento o desquamazione;
  • hai familiarità per calvizie;
  • la caduta è iniziata dopo parto, malattia, dieta, stress o farmaci;
  • hai già provato prodotti anticaduta senza risultato;
  • la perdita dei capelli sta influenzando autostima o benessere.

Il NHS sottolinea che la perdita dei capelli può essere emotivamente pesante e consiglia di parlarne con un medico se il problema crea disagio o preoccupazione.

Visita tricologica a Milano presso IDE

Presso IDE – Istituto Dermatologico Europeo di Milano, la visita tricologica permette di valutare capelli e cuoio capelluto con un approccio dermatologico.

La valutazione può essere utile in caso di:

L’obiettivo non è proporre un trattamento generico, ma individuare la causa e costruire un percorso coerente con il quadro clinico del paziente.

FAQ-Domande frequenti

Quanti capelli è normale perdere al giorno?

In media è normale perdere circa 50–100 capelli al giorno. La quantità percepita può aumentare durante lavaggio, spazzolatura o cambi stagionali, ma una caduta improvvisa o persistente merita una valutazione.

La caduta dei capelli da stress è reversibile?

Spesso può esserlo, soprattutto quando si tratta di effluvio telogen. Tuttavia, lo stress può anche sovrapporsi ad altre condizioni, come alopecia androgenetica o problemi del cuoio capelluto. Per questo è utile una diagnosi.

Come capisco se è alopecia androgenetica?

Negli uomini può comparire con stempiatura o diradamento al vertice. Nelle donne spesso si manifesta con allargamento della riga centrale e riduzione della densità. La diagnosi deve essere fatta dal dermatologo o tricologo.

Gli integratori fermano la caduta?

Solo se la caduta è legata a carenze o condizioni in cui l’integrazione è realmente indicata. Assumere integratori senza diagnosi può non risolvere il problema.

Lo shampoo anticaduta funziona?

Può aiutare la qualità del cuoio capelluto o ridurre forfora e irritazione, ma di solito non basta per trattare alopecia androgenetica, alopecia areata o cadute importanti.

Quando devo preoccuparmi?

È bene prenotare una visita se la caduta è improvvisa, abbondante, persistente, a chiazze o associata a prurito, bruciore, arrossamento, dolore o desquamazione del cuoio capelluto.

Il tricogramma è doloroso?

Il tricogramma è un esame specialistico usato per valutare il ciclo del capello. Serve a raccogliere informazioni utili nei casi di perdita, fragilità o diradamento.

La perdita dei capelli può dipendere da carenza di ferro?

Sì, la carenza di ferro può essere una delle cause di caduta temporanea. Va però confermata con esami e interpretata dal medico nel quadro complessivo del paziente.


Fonti per la revisione medico-editoriale

Per la revisione di questo contenuto sono state consultate fonti divulgative e medico-scientifiche autorevoli, tra cui American Academy of Dermatology per cause, sintomi, diagnosi e trattamento della perdita dei capelli; NHS per cause comuni, normalità della caduta quotidiana e opzioni di trattamento; pagina IDE su tricologia e tricogramma per il percorso diagnostico interno della clinica.