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Diverticolosi e Diverticolite

La “diverticolosi” è una condizione medica in cui si formano delle piccole sacche o protuberanze chiamate diverticoli nella parete del colon o dell’intestino crasso.

Questa situazione è più comune tra gli anziani e tende a svilupparsi soprattutto nel segmento del colon detto sigma.

I diverticoli si creano quando la pressione all’interno del colon aumenta e provoca delle sporgenze deboli nella parete dell’intestino.

Questo aumento di pressione può essere causato da vari fattori, come la stitichezza cronica, una dieta povera di fibre, la mancanza di attività fisica e una predisposizione genetica.

  • Molte persone con diverticolosi non avvertono sintomi e spesso scoprono questa condizione in modo casuale durante esami medici di routine o indagini diagnostiche.
  • Tuttavia, in alcuni casi, i diverticoli possono infiammarsi o infettarsi, causando una condizione chiamata “diverticolite”.
  • I sintomi della diverticolite possono includere dolore addominale, febbre, cambiamenti nelle abitudini intestinali e dolore all’addome quando si preme.

Il modo in cui si tratta la diverticolosi dipende dalla gravità dei sintomi e dalla presenza di complicazioni.

In situazioni lievi, spesso viene raccomandata una dieta ricca di fibre, che può aiutare a prevenire l’infiammazione dei diverticoli.

Nei casi più gravi o quando si sviluppa la diverticolite, potrebbe essere necessario un ricovero in ospedale per somministrare antibiotici e, in alcuni casi, può essere richiesta un’operazione chirurgica.

Se hai il sospetto di avere la diverticolosi o stai sperimentando sintomi simili, è essenziale cercare il parere di un medico per ottenere una diagnosi accurata e un piano di trattamento adeguato.

CONTATTA LA CLINICA IDE DI MILANO IN CASO SOSPETTI DI ESSERE AFFETTO DA DIVERTICOLOSI O DIVERTICOLITE.

Cosa sono esattamente i diverticoli?

I diverticoli possono definirsi erniazioni sacciformi che interessano la mucosa e la sottomucosa della parete dell’intestino e che si localizzano più frequentemente nel colon sinistro ed in particolare nel colon sigmoideo.

Il numero dei diverticoli può variare a seconda dei casi da pochi sino a centinaia ma è bene precisare che la loro presenza, indipendentemente dal numero, non comporta necessariamente l’insorgenza della malattia diverticolare, intesa come complicanza della diverticolosi e che si manifesta con sintomi abbastanza specifici.

Quanto è frequente?

La malattia diverticolare comporta circa 300.000 ospedalizzazioni all’anno negli Stati Uniti, con 1,5 milioni di giorni di cure ospedaliere.

Infatti, questa malattia è la terza malattia gastrointestinale più comune che richiede il ricovero in ospedale e l’indicazione principale per la resezione del colon elettiva.

Si è osservato per prima cosa che la diverticolosi del colon viene segnalata maggiormente nei paesi occidentali e che colpisce in prevalenza i soggetti anziani.

In dettaglio, si è dimostrato che la malattia è ugualmente distribuita in entrambi i sessi, aumenta con l’età, a partire da un 10% di casi al di sotto dei 40 anni, sino al 25% a 60 anni sino al 50% in soggetti con oltre 80 anni di età.

La diverticolosi interessa principalmente il colon di sinistra nell’80% della popolazione occidentale, mentre nella popolazione asiatica, con la stessa percentuale, si localizza nel colon di destra.

Una stima della frequenza di malattia diverticolare osservata nelle popolazioni di alcuni paesi (Regno Unito, Stati Uniti ed Australia), in rapporto all’età dei soggetti ed all’origine etnica, evidenzia che varia dal 5 al 50%. Tuttavia, malgrado questi dati certi, la prevalenza complessiva nelle aree geografiche indicate è difficilmente quantificabile poiché almeno l’85% dei casi sono asintomatici.

Storia naturale del diverticolo

Nello stadio iniziale il diverticolo può regredire, ma in un terzo dei casi il numero dei diverticoli e l’estensione al colon è destinato ad aumentare nel tempo.

La comparsa di questa forma dipende da una serie di condizioni.

Il ruolo, per esempio, del tipo di alimentazione nel favorire o prevenire la diverticolosi appare sempre più fondamentale; infatti, negli ultimi decenni, viene segnalato un aumento progressivo della diverticolosi e delle sue forme complicate forse perché la popolazione più industrializzata sempre meno uso di fibre alimentari; nei paesi del continente africano invece il maggiore consumo di fibre comporta che i casi descritti siano nettamente inferiori.

Una probabile spiegazione a quanto osservato dipende dal fatto che l’insufficiente apporto di fibre nella dieta comporta una variazione della flora batterica e quindi l’instaurarsi di questa sequenza di eventi favorisce l’aumento della pressione nella parete del viscere intestinale, una locale diminuzione delle risposte immunitarie e quindi la formazione dei diverticoli.

Prevenzione dei diverticoli

L’attività fisica regolare sembra svolgere un ruolo di prevenzione così come l’assunzione cronica di farmaci tipo calcio-antagonisti per la cura di altre patologie, tipo l’ ipertensione.

Per lo stesso motivo invece l’assunzione cronica di altri farmaci tipo antiinfiammatori cortisonici e non cortisonici (conosciuti come Fans) ed infine gli analgesici oppioidi sembra favorire le l’insorgenza di complicanze diverticolitiche.

L’evoluzione clinica sfavorevole della diverticolosi si verifica allorché, all’interno dei diverticoli, si sviluppa un’infiammazione.


Diverticolite

Il quadro clinico prende genericamente il nome di “Diverticolite” ed esprime quindi la presenza di malattia diverticolare non complicata.

  • Questa forma si verifica dal 10 al 25% dei casi di diverticolosi e dopo il primo episodio può ricomparire, malgrado la terapia, nel 25% entro i primi 5 anni.
  • Tale evenienza che prende il nome di recidiva varia dal 7 al 42 %.
  • Il rischio di ulteriore recidiva dopo il primo ricovero è del 3 %.
  • Almeno il 50% di tali recidive si verifica entro il primo anno ed il 90% entro 5 anni.
  • Le complicanze descritte sono state segnalate complessivamente nel 5% di soggetti con diverticolosi seguiti da 10 a 30 anni.
  • Nel Regno Unito l’incidenza di perforazione è di 4 casi su 100.000 persone, quantificandosi approssimativamente a 2000 casi all’anno.

La malattia diverticolare (diverticolite) si può complicare in diverse forme e comportare interventi chirurgici urgenti.

  • Tra le manifestazioni vi è l’ occlusione intestinale in presenza di un restringimento del lume intestinale (stenosi) indotto dalla infiammazione presente nei diverticoli e nel lume intestinale circostante.
  • Inoltre, la possibilità di formazione di ascessi peri-diverticolari, di fistole che originano dal processo infiammatorio e si diffondono all’interno dell’addome comunicando con altri visceri, tipo l’intestino tenue ed anche la vescica.
  • Da rilevare la possibilità di emorragie intestinali, talvolta condizionanti anemie acute, dovute alla erosione di un vaso arterioso all’interno del diverticolo infiammato ed infine, segnaliamo l’evenienza di perforazione intestinale con conseguente peritonite.
  • La formazione di ascessi, appena descritta rappresenta uno stadio iniziale di peritonite che, non infrequentemente, si può controllare con terapia conservativa.

Casi complicati di diverticolite

I casi complicati di diverticolite hanno comportato negli ultimi 10-20 anni un progressivo aumento del numero di ricoveri ospedalieri e ha inoltre condizionato tassi di mortalità non trascurabili specialmente nei soggetti con perforazione.

Questa sfavorevole evenienza non appare legata tanto alla malattia quanto al fatto che si verifica in soggetti per lo più anziani che hanno associate in precedenza numerose malattie cardio-respiratorie o metaboliche che, in presenza di diverticolite, evolvono senza controllo e alterano sfavorevolmente il precario compenso emo-dinamico o metabolico.

Fortunatamente, la malattia diverticolare si può controllare con terapia medica nella maggior parte di casi, pur richiedendo il ricovero per monitorare la risoluzione del quadro clinico.

Questo comportamento clinico rende a tutt’oggi la malattia diverticolare, allorché complicata, un entità clinica severa in relazione ai postumi (morbilità) che comporta e tra questi i tempi prolungati di guarigione, le possibili recidive ed anche e meno frequentemente rischi di mortalità non trascurabili.

E’ importante per questo che lo specialista informi il paziente nel modo più esauriente possibile sui diversi comportamenti della malattia e sulle strategie terapeutiche che verranno adottate di conseguenza.

L’impatto sociale della malattia è nel complesso molto alto a tal punto da rappresentare la quinta malattia gastroenterica più importante.


Sintomi della malattia diverticolare (diverticolosi e diverticolite)

Quali sono i sintomi della diverticolosi e della sua complicazione in diverticolite?

I sintomi principali sono:

  1. Dolore colico, prevalente nell’addome di sinistra
  2. Febbre
  3. Vomito
  4. Occlusione intestinale sotto forma sia di blocco della defecazione che raramente di diarrea inusuale
  5. Sanguinamento rettale
  6. In alcuni casi sono pure associati disturbi urinari allorchè per esempio si instaura una fistola con la vescica urinaria sotto forma di emissione di urine torbide e con aria.

I pazienti dopo un episodio di grave diverticolite acuta hanno nel tempo la possibilità di ripresentare sintomi cronici più prolungati, di evidenziare negli esami umorali indici di infiammazione (citochine) più alti rispetto ai pazienti che sviluppano lievi attacchi di diverticolite.

Queste diverse presentazioni cliniche possono contribuire alla stratificazione del rischio dei pazienti e guidare le decisioni terapeutiche.

Nel caso vengano poi operati di resezione intestinale, all’esame istologico sono sempre descritti più infiltrati infiammatori nel tessuto colico diverticolare.


Trattamenti e cura a Milano per diverticolosi e diverticolite

L’obiettivo della terapia medica presente presso l’istituto di cura IDE a Milano per la diverticolosi, è di migliorare sintomi e di prevenire sia gli attacchi ricorrenti e le complicanza della diverticolite.

Quando questi si verificano la terapia medica risulta efficace nella maggior parte dei casi nel prevenire nel futuro la reazione infiammatoria e nel limitare l’evoluzione della malattia.

Nel caso venga diagnosticata la diverticolosi non complicata, il principale aiuto viene da una dieta ricca di scorie; da un adeguato e proporzionale apporto idrico, condizione basilare per consentire evacuazioni di consistenza soffice e più rapida, evitando in tal modo le spinte eccessive.

Una dieta con alta concentrazione di fibra e/o una integrazione di prodotti a base di fibre è stata largamente raccomandata ed in commercio esiste una lunga lista di prodotti, tuttavia i livelli di evidenza che ne dimostrano una provata efficacia non sono consistenti.

Da ricordare tuttavia che in caso di complicanza determinante restringimento (stenosi) dell’intestino come effetto di un’importante infiammazione, la dieta ad alto contenuto di scorie deve essere evitata per alcune settimane ed in tal caso le diete semiliquide vanno consigliate senza eliminare l’assunzione di carni e carboidrati per garantire un sufficiente apporto calorico.

In un secondo tempo quando l’infiammazione sarà migliorata, a seguito di controlli diagnostici e sulla base delle condizioni cliniche, sarà possibile introdurre in modo graduale nella dieta le scorie sotto forma di verdure e frutta prevalentemente cotta.

Farmaci per la cura della diverticolosi-diverticolite

Dal punto di vista farmacologico una serie di farmaci vengono comunemente utilizzati per la cura della diverticolosi e relativa complicanza in diverticolite:

Farmaci spasmolitici, antibiotici, antinfiammatori tipo mesalazina (tale farmaco non rientra nella categoria dei Fans e Cortisonici in precedente descritti come favorenti l’infiammazione) ed inoltre probiotici (fermenti lattici) che sono stati impiegati in modo svariato, singolarmente o associati.

Va ricordato al riguardo che l’assunzione di probiotici richiede al massimo una settimana da iniziare dopo la sospensione della terapia antibiotica ed eventualmente si può riprendere ciclicamente per lo stesso periodo nei mesi successivi.

Per i prodotti menzionati non è stata comprovata la maggiore efficacia di un singolo farmaco rispetto ad altri o dell’ associazione di più farmaci.

Si sottolinea che il loro utilizzo non prevede comunque l’automedicazione, favorita dalla tendenza attuale a documentarsi sul web, bensì richiede obbligatoriamente la prescrizione del medico curante o dello specialista che indicheranno la posologia e la durata adeguata.

In ogni caso un consulto di base da parte di un gastroenterologo e la presa in carico per controlli successivi è sempre consigliabile.

Qualora in seguito i sintomi facciano sospettare la presenza di una forma complicata di diverticolosi il paziente dovrebbe rivolgersi subito al proprio medico curante e quindi essere inviato entro breve termine ad uno specialista chirurgo colo-rettale per un consulto.


Intervento chirurgico a Milano per la cura della diverticolosi-diverticolite

L’Istituto di cura della cute IDE di Milano si occupa anche grazie al suo reparto chirurgico, di interventi chirurgici inerenti a diverticolite grave.

N.B: Qualora la situazione clinica evolva sfavorevolmente e richieda un ricovero significa che la fase della malattia è complicata.

In tal caso sono previsti sia periodi di osservazione clinica per controllare la risoluzione dell’evento acuto, sia interventi chirurgici qualora il quadro clinico peggiori.

L’indicazione all’intervento può essere programmata qualora si decida di intervenire in base alla ripetizione frequente degli episodi, malgrado la terapia medica, oppure in urgenza, qualora subentrino acutamente una delle complicanze e tra queste ricordiamo la perforazione intestinale del diverticolo con conseguente peritonite, oppure l’occlusione intestinale o l’emorragia infrenabile.

I tipi di interventi previsti riguardano la resezione del tratto intestinale interessato, seguita sia da ricongiunzione diretta del tratto intestinale sano, oppure la resezione del tratto intestinale con deviazione provvisoria delle feci (stomia), che andrà mantenuta per almeno 180 giorni secondo lo studio di revisione internazionale della Cochrane.

La scelta di un tipo di procedura rispetto ad un altra dipenderà se gli interventi siano stati programmati in elezione oppure in urgenza.

Nel primo caso infatti è possibile la ricongiuzione diretta intestinale senza stomia di protezione, nel secondo invece non è proponibile evitare la stomia, per quanto provvisoria, perché la situazione di urgenza come la peritonite impedisce la tenuta delle suture intestinali e quindi si verificherebbe ulteriore contaminazione batterica del cavo addominale.

Negli ultimi anni la chirurgia laparoscopica ha sostituito progressivamente l’approccio alla chirurgia aperta specialmente nelle situazioni in cui l’intervento viene effettuato in elezione.

Minori sono le indicazioni alla laparoscopia in urgenza se non quando sia presente una forma peritonitica localizzata in cui è descritta la possibilità di effettuare una diagnostica laparoscopica, di lavare il cavo peritoneale e quindi di posizionare un drenaggio nella sede circostante alla perforazione.

Il razionale di tale procedura risiede nel poter programmare in un secondo tempo l’intervento in elezione, evitando la stomia in urgenza.

I risultati di molti studi sono molto incoraggianti in questo senso, tuttavia è bene ricordare che tale approccio va riservato nei centri chirurgici come IDE a Milano in cui il volume di attività per queste forme sia elevato e quindi lo consenta in sicurezza.

In conclusione si ribadisce che la utilità di una corretta informazione riguardo a tutte le forme cliniche della diverticolosi è uno strumento essenziale per la prevenzione delle complicanze anche se non può essere sufficiente per evitarle.


Consigli Dietetici per attenuare Diverticolosi e Diverticolite

Ecco di seguito una serie di consigli dietetici per attenuare, trattare o comunque prevenire le forme di diverticolosi e diverticolite.

DIVERTICOLOSI

  • Preferire alimenti ricchi di fibre, accompagnandoli ad un’abbondante assunzione di liquidi (acqua non gassata).
  • Se necessario, integrare la propria dieta con supplementi dietetici a base di fibre (psillio, crusca… ), ma evitare l’uso di lassativi.
  • Consumare un’abbondante colazione.
  • Aumentare il movimento fisico (jogging, camminate a passo veloce, cyclette ecc.).

DIVERTICOLITE

  • Abolire spezie, cibi piccanti (pepe, peperoncino, curry, noce moscata), alcolici, bevande, gassate, thè (ammesso quello deteinato), caffè (ammesso quello decaffeinato) e cioccolato.
  • Ridurre o addirittura eliminare il consumo di latte; sono invece tollerate modiche quantità di yogurt e latticini (tranne i formaggi piccanti).
  • Evitare semi oleosi, legumi, cereali integrali e più in generale gli alimenti meteorizzanti (champagne, acqua gassata, panna montata, maionese…).
  • Consumare frutta senza buccia e centrifugata (ma non frullata, per evitare che l’alimento inglobi eccessive quantità di aria).
  • Evitare tutte le verdure

DIVERTICOLITE ACUTA: COSA E’, COME SI PRESENTA E COME SI CURA

La diverticolite acuta è una condizione clinica in cui si verifica un’infiammazione più o meno intensa e più o meno estesa dei diverticoli del colon.

Questi sono delle piccole estroflessioni della parete colica.

Si localizzano prevalentemente a livello dell’ultima porzione del colon, il sigma, ma possono essere presenti lungo tutta la cornice colica.

In molti casi non danno segni di sé, possono però complicarsi con l’infiammazione acuta (diverticolite) e/o il sanguinamento.

In Italia, si stima che circa il 65% della popolazione sopra i 65 anni sia interessata dalla presenza asintomatica dei diverticoli a livello del colon.

La diverticolosi non riguarda però solo la popolazione più anziana, può infatti essere presente
anche nella popolazione under 40, anche se con percentuali nettamente minori.

Per chi è portatore di diverticoli la probabilità nell’arco della vita di sviluppare un episodio di diverticolite acuta oscilla tra il 5 e 20%.

L’attacco di diverticolite acuta si presenta con dolore addominale più o meno intenso a livello del
basso ventre prevalentemente sul versante sinistro, febbre, alterazioni dell’alvo (stipsi e/o
diarrea), nausea, malessere generale.

ATTENZIONE! I campanelli d’allarme per una forma grave di diverticolite acuta sono soprattutto il
dolore addominale intenso non responsivo agli antidolorifici e la febbre (>38°C). In questo caso
recarsi immediatamente in pronto soccorso!

La diverticolite acuta si classifica in due grandi gruppi a seconda della sua gravità:

  • Diverticolite acuta non complicata (stadio 0): infiammazione più lieve dei diverticoli, senza presenza di ascessi e/o perforazione intestinale.
  • Diverticolite acuta complicata (stadi 1, 2, 3 e 4): infiammazione severa dei diverticoli con ascessi intraddominali, perforazione dei diverticoli e peritonite.
    Alcune forme di diverticolite non complicata non necessitano di ricovero ospedaliero e possono essere trattate con antibiotici per via orale che il paziente può assumere rimanendo a casa e osservando qualche giorno di digiuno. Le forme più gravi, invece, necessitano di un ricovero ospedaliero, di terapia antibiotica per via endovenosa e, nei casi più severi, di intervento chirurgico in urgenza.

DOPO IL RICOVERO DA DIVERTICOLITE ACUTA

Dopo un ricovero per diverticolite acuta in cui si è optato per un trattamento conservativo (ovvero solo per mezzo di digiuno e farmaci antibiotici) è consigliabile eseguire a distanza di circa 6-8 settimane una COLONSCOPIA.

Questo esame è finalizzato allo studio completo del colon per escludere la presenza di forme tumorali sottostanti, circostanza che si verifica circa nell’1-2% dei pazienti che soffrono di un attacco di diverticolite acuta.

La colonscopia serve anche ad escludere che la diverticolite non abbia lasciato degli “esiti” sul colon come per esempio una stenosi diverticolare, ovvero un restringimento del calibro del viscere che può portare a forme di stipsi cronica.

Nei casi in cui la colonscopia sia controindicata si può eseguire un altro esame con le stesse
finalità: la colonTAC o colonTC.

Questa consiste in una TAC dell’addome previa somministrazione di un mezzo di contrasto per via orale e di insufflazione del colon con dell’aria.


PREVENZIONE DEGLI ATTACCHI RICORRENTI DA DIVERTICOLITE

  • DIETA: la dieta è sicuramente un fattore importante nella salute del colon, ma gli ultimi studi scientifici dimostrano che non ci sono cibi veramente “proibiti” per chi ha sofferto di diverticolite.
    Gli antichi divieti nei confronti di frutta secca, verdura cruda e frutta sono stati smentiti dalla ricerca.
    Le raccomandazioni sono quindi quelle di una dieta sana valida per tutti! Alto contenuto di fibre, frutta e verdura, abbondante idratazione.
  • ATTIVITA’ FISICA
  • RIFAXIMINA (NORMIX) e MESALAZINA (ASACOL): le attuali evidenze scientifiche non dimostrano un’efficacia delle terapie cicliche mensili con rifaximina e Mesalazina anche se sono farmaci ancora largamente consigliati a chi ha sofferto di diverticolite.
  • FERMENTI LATTICI E PROBIOTICI: non sono controindicati, ma anche per questi non c’è evidenza di una loro reale efficacia nella prevenzione della diverticolite.
  • INTERVENTO CHIRURGICO PER PREVENZIONE DELLE RECIDIVE: Circa il 10-20 % dei pazienti che hanno sofferto di un primo episodio di diverticolite acuta vanno incontro a ulteriori attacchi. Chi ha più probabilità di sviluppare un secondo episodio sono i pazienti con forme complicate (ascessi, microperforazioni).
    Pertanto, in casi selezionati, ad alto rischio di recidiva, è indicato l’intervento chirurgico di resezione del sigma, affinché, rimuovendo il tratto di colon interessato dai diverticoli si riduca drasticamente il rischio di recidiva.
    Dopo la dimissione il paziente viene quindi seguito dallo specialista in chirurgia generale che provvederà a seguirlo durante i mesi successivi all’evento acuto prescrivendo la colonscopia e discutendo l’eventuale indicazione chirurgica.