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Principali soggetti colpiti da Acne

L’acne vulgaris è un disturbo comune della pelle che colpisce principalmente adolescenti, ma può interessare anche preadolescenti e adulti giovani.

Nonostante sia la malattia cutanea più trattata dai dermatologi negli Stati Uniti, ci sono poche ricerche sulla barriera cutanea nelle persone con acne e dopo il trattamento.

Questo articolo esamina i risultati della ricerca e la letteratura esistente sull’argomento, sottolineando l’importanza della corretta cura della pelle nella gestione dell’acne.

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L’acne cutanea può colpire persone di tutte le età, ma tende a essere più comune durante l’adolescenza e nella prima età adulta.

I principali soggetti colpiti da ACNE includono:

  • Adolescenti: L’acne è particolarmente diffusa durante l’adolescenza a causa dei cambiamenti ormonali che si verificano durante la pubertà. Gli aumenti di ormoni come il testosterone possono stimolare le ghiandole sebacee a produrre eccessivamente sebo, che può poi ostruire i pori della pelle e portare alla formazione di acne.
  • Giovani adulti: Anche i giovani adulti, specialmente coloro che sono ancora in età universitaria o che entrano nel mondo del lavoro, possono essere soggetti all’acne. Questo può essere dovuto a una combinazione di fattori ormonali, stress e stili di vita poco sani.
  • Donne adulte: Anche le donne adulte possono sperimentare acne, specialmente durante periodi come la sindrome premestruale, la gravidanza e la menopausa. Le variazioni ormonali durante questi periodi possono contribuire alla comparsa di acne.
  • Persone con predisposizione genetica: L’acne può essere influenzata anche dalla genetica. Se uno o entrambi i genitori hanno avuto problemi di acne, c’è una maggiore probabilità che i loro figli sviluppino la stessa condizione.
  • Persone con determinate condizioni mediche: Alcune condizioni mediche, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o l’iperandrogenismo, possono aumentare il rischio di acne a causa di squilibri ormonali.
  • Persone con stili di vita poco sani: Una dieta ricca di cibi ad alto indice glicemico e l’eccessivo consumo di latticini sono stati associati a un aumento del rischio di acne. Inoltre, fumo, stress e mancanza di sonno possono contribuire alla comparsa di acne.

Pertanto, l’acne cutanea può interessare una vasta gamma di persone, ma è particolarmente comune tra gli adolescenti e i giovani adulti a causa dei cambiamenti ormonali tipici di questa fase della vita.

Ad ogni modo può persistere anche in età adulta e può essere influenzata da fattori genetici, condizioni mediche e stili di vita poco sani.

Stile di vita comune delle persone con Acne

Gli adolescenti e le persone adulte affette da acne spesso si trovano ad affrontare sfide specifiche legate allo stile di vita che possono influenzare la salute della loro pelle.

Qui di seguito sono elencati alcuni dei fattori più comuni che caratterizzano lo stile di vita di questi giovani:

  • Alimentazione: L’alimentazione gioca un ruolo significativo nello sviluppo e nella gestione dell’acne. Gli adolescenti possono essere inclini a consumare cibi ad alto contenuto di zuccheri raffinati e grassi saturi, come cibi spazzatura, fast food e bevande zuccherate, che sono stati associati a un aumento del rischio di acne.
  • Igiene della Pelle: Una corretta igiene della pelle è fondamentale per la gestione dell’acne, ma alcuni adolescenti possono adottare routine igieniche non adeguate o eccessivamente aggressive. Il lavaggio eccessivo del viso o l’uso di prodotti per la cura della pelle troppo irritanti possono danneggiare la barriera protettiva della pelle e peggiorare l’acne.
  • Utilizzo di Cosmetici: Molti adolescenti cercano di coprire i brufoli e le imperfezioni con il trucco o prodotti per la cura della pelle. Tuttavia, l’uso di cosmetici comedogeni o troppo oleosi può ostruire i pori e contribuire all’aggravarsi dell’acne.
  • Stress: Gli adolescenti sono spesso soggetti a stress legati alla scuola, alle relazioni sociali e alle pressioni dei genitori. Lo stress può aumentare la produzione di ormoni dello stress come il cortisolo, che possono contribuire allo sviluppo e al peggioramento dell’acne.
  • Attività Fisica: L’esercizio fisico è importante per la salute generale, ma il sudore e l’attrito causato dall’abbigliamento sportivo possono irritare la pelle e peggiorare l’acne se non viene adottata una corretta igiene dopo l’allenamento.
  • Fumo e Alcol: Alcuni adolescenti possono sperimentare con il fumo e l’alcol, che possono influenzare negativamente la salute della pelle e aumentare il rischio di acne.
  • Abitudini di Sonno: La mancanza di sonno può influenzare negativamente la salute della pelle, riducendo la rigenerazione cellulare e aumentando l’infiammazione. Gli adolescenti spesso lottano con orari di sonno irregolari a causa di impegni scolastici, sociali o tecnologici.
  • Genetica: La predisposizione genetica può giocare un ruolo nell’insorgenza e nella gravità dell’acne. Se uno o entrambi i genitori hanno avuto problemi di acne, c’è una maggiore probabilità che i loro figli sviluppino la stessa condizione.

In conclusione, lo stile di vita degli adolescenti con acne può essere influenzato da diversi fattori che possono avere un impatto sulla salute della loro pelle.

Adottare abitudini più salutari e una corretta gestione dell’acne possono contribuire a migliorare la salute della pelle e il benessere generale di questi giovani.


Informazioni dermatologiche aggiuntive sull’Acne

A differenza della dermatite atopica, la cui disfunzione della barriera epidermica è ampiamente riconosciuta, le anomalie cutanee associate all’acne vulgaris (AV) spesso non evocano immediatamente l’idea di problemi nella barriera cutanea.

Ad ogni modo recenti ricerche e la letteratura medica suggeriscono che l’acne vulgaris potrebbe essere associata a difetti intrinseci nella funzione della barriera epidermica.

Questo concetto, sebbene richieda ulteriori approfondimenti, offre uno sguardo nuovo sull’acne come condizione più complessa di quanto precedentemente considerato.

Inoltre, alcuni trattamenti impiegati per l’acne possono contribuire ad alterazioni della struttura e della funzione dell’epidermide, inclusi lo strato corneo e la barriera epiteliale follicolare.

Queste modifiche possono interferire con le normali funzioni fisiologiche della pelle, aumentando così la complessità del quadro clinico dell’acne.

È importante anche considerare il ruolo della barriera epiteliale follicolare nell’acne vulgaris.

Questa barriera è direttamente coinvolta nei processi di comedogenesi e negli stadi infiammatori dell’acne, soprattutto quando si verificano fenomeni come la rottura follicolare.

Questi meccanismi aggiungono un ulteriore livello di complessità alla comprensione dell’acne e alla sua gestione terapeutica.

Sebbene tradizionalmente non sia stato il focus principale, la disfunzione della barriera epidermica e le alterazioni della barriera epiteliale follicolare sono aspetti importanti da considerare nell’acne vulgaris.

Queste nuove prospettive offrono opportunità per approcci terapeutici dell’Acne più mirati e comprensivi per gestire efficacemente questa comune condizione cutanea.

Esiste una connessione tra specifiche alterazioni dell’epidermide follicolare e lo sviluppo di lesioni acneiche?

Le alterazioni dell’epidermide follicolare sono un aspetto cruciale nella patogenesi dell’acne vulgaris (AV) e si verificano già negli stadi subclinici della formazione delle lesioni acneiche, come la formazione di microcomedoni.

La filaggrina, una proteina fondamentale per la differenziazione epidermica e l’integrità dello strato corneo, sembra essere coinvolta in questo processo.

Nelle lesioni acneiche, si osserva un aumento dell’espressione di filaggrina nei cheratinociti che rivestono la parete del follicolo.

Inoltre, è stato dimostrato che il Propionibacterium acnes, un batterio comunemente associato all’acne, può aumentare l’espressione di filaggrina nei cheratinociti in coltura e nei campioni di pelle umana.

ma in tutto questo non è ancora chiaro se i cambiamenti nell’espressione di filaggrina osservati nell’AV siano eventi primari o secondari.

Uno studio ha sollevato un’interessante ipotesi riguardo alle mutazioni della filaggrina e il loro possibile ruolo nell’acne.

In questo studio, sono stati esaminati soggetti con xerosi cutanea per mutazioni della filaggrina.

È stato osservato che i soggetti portatori di una mutazione nulla nel gene della filaggrina avevano un odds ratio significativamente ridotto di sviluppare acne.

Tuttavia, ulteriori studi condotti su una coorte di pazienti con acne non hanno confermato un’associazione negativa significativa tra mutazioni della filaggrina e acne.

Questi risultati suggeriscono che una ridotta capacità di esprimere la filaggrina dovuta a mutazioni genetiche potrebbe essere correlata a una minore suscettibilità alle lesioni acneiche, ma non ci sono prove conclusive a supporto di questa ipotesi.

Inoltre, è importante considerare che le mutazioni della filaggrina possono avere effetti diversi in popolazioni diverse.

Ad esempio, uno studio condotto su una popolazione cinese di Singapore non ha confermato un’associazione significativa tra mutazioni della filaggrina e acne, suggerendo che l’effetto delle mutazioni genetiche sulla suscettibilità all’acne potrebbe variare tra gruppi etnici.

Infine sebbene vi siano evidenze suggestive di un legame tra mutazioni della filaggrina e acne, la questione rimane ancora aperta e richiede ulteriori studi per essere chiarita.

Comprendere meglio il ruolo della filaggrina e delle sue mutazioni nell’acne potrebbe fornire nuove prospettive per lo sviluppo di terapie mirate e personalizzate per questa comune condizione cutanea.


Tratti distintivi della barriera di permeabilità epidermica nei soggetti con Acne

Nell’acne vulgaris (AV), le funzioni barriera della pelle svolgono un ruolo fondamentale non solo nell’epidermide superficiale ma anche nell’epitelio follicolare.

Questi aspetti possono essere coinvolti in meccanismi fisiopatologici associati all’acne o in alterazioni delle proprietà fisiologiche dello strato corneo, come la regolazione del flusso idrico e dell’idratazione epidermica.

È importante esaminare più approfonditamente tali aspetti per comprendere appieno le sfide che l’acne pone in termini di salute cutanea e per sviluppare terapie più efficaci e mirate.

Epidermide Superficiale e ACNE

La pelle del viso delle persone con acne differisce significativamente da quella delle persone senza acne. Sebbene vi possano essere eccezioni, la produzione di sebo è generalmente maggiore e le dimensioni delle ghiandole sebacee sono più grandi nelle persone con tendenza acneica rispetto a quelle senza.

Inoltre, la pelle del viso dei pazienti con acne può mostrare specifici pattern di infiammazione e espressione di marcatori infiammatori simili a quelli osservati nelle lesioni acneiche precoci.

Questi risultati suggeriscono che l’infiammazione subclinica è presente precocemente nello sviluppo dell’acne, anche in assenza di ipercheratinizzazione follicolare.

È importante esaminare se esistono anomalie strutturali o funzionali della barriera epidermica intrinseca nei pazienti con acne, soprattutto considerando che alcuni trattamenti per l’acne possono influenzare tali proprietà.

Uno studio condotto da Yamamoto et al. ha esaminato vari parametri della pelle nei pazienti maschi con acne lieve-moderata rispetto ai controlli.

Hanno scoperto che i pazienti con acne mostravano una secrezione di sebo più elevata, perdita di acqua transepidermica aumentata e una ridotta idratazione dello strato corneo rispetto ai controlli.

Questi risultati suggeriscono una compromissione della barriera cutanea associata all’acne, con una maggiore gravità correlata a una compromissione più significativa della barriera.

Epidermide Follicolare e ACNE

Oltre all’epidermide superficiale, l’epitelio follicolare gioca un ruolo importante nelle funzioni di barriera cutanea.

Durante l’acne, l’intensa infiammazione può compromettere l’integrità della parete follicolare, portando alla fuoriuscita di sebo, cheratina, batteri e detriti cellulari nel derma.

Questo processo può innescare ulteriori processi infiammatori e portare alla formazione di lesioni acneiche nodulari o nodulocistiche.

È cruciale distinguere i lipidi e gli altri componenti della membrana lipidica intercellulare dello strato corneo dai lipidi presenti nel sebo follicolare.

Studi hanno dimostrato che il contenuto di sebo nei pazienti con acne può differire da quello dei soggetti senza acne, con un aumento del flusso di sebo che può contribuire alla comedogenesi.

In sintesi, l’acne non è solo una questione di infiammazione cutanea superficiale, ma coinvolge anche alterazioni della barriera cutanea sia nell’epidermide superficiale che nell’epitelio follicolare.

Questa comprensione più approfondita delle funzioni di barriera nella patogenesi dell’acne è cruciale per sviluppare approcci terapeutici più efficaci e per migliorare la gestione di questa comune condizione cutanea.


In che modo alcune terapie topiche per l’acne alterano le funzioni della barriera epidermica?

Le terapie topiche per l’acne possono avere un impatto significativo sulle funzioni della barriera epidermica, influenzando direttamente la permeabilità del suo strato corneo.

Uno degli agenti più comunemente utilizzati, il perossido di benzoile (BP), noto per le sue proprietà antibatteriche e cheratolitiche, può tuttavia causare irritazione cutanea in alcuni pazienti.

Sebbene la dermatite allergica da contatto da BP sia meno comune, l’irritazione cutanea è un effetto collaterale noto.

Inoltre, la terapia con BP può provocare danni al doppio strato lipidico dello strato corneo, aumentando così la perdita di acqua transepidermica (TEWL) e riducendo i livelli di vitamina E, un importante antiossidante cutaneo.

Ma l’applicazione topica di alfa-tocotrienolo, un isomero della vitamina E, può attenuare la perossidazione dei lipidi indotta dalla BP, ma non compensare completamente l’aumento del TEWL.

I retinoidi topici rappresentano un’altra classe di farmaci ampiamente utilizzata nel trattamento dell’acne.

Questi agenti agiscono attraverso diversi meccanismi, tra cui l’alterazione della cheratinizzazione e della differenziazione epidermica, e possono indurre cambiamenti visibili sulla pelle come eritema e desquamazione.

L’uso prolungato di retinoidi topici può portare a una diminuzione dello spessore dello strato corneo e a una relativa diminuzione della funzione di barriera, sebbene l’applicazione concomitante di una crema idratante possa mitigare questi effetti senza compromettere l’efficacia del trattamento.

Gli antibiotici, sia topici che orali, spesso utilizzati nel trattamento dell’acne, possono alterare la flora cutanea e favorire la crescita di organismi resistenti, aumentando così il rischio di colonizzazione batterica e infiammazione cutanea.

Allo stesso modo, la microdermoabrasione, sebbene una procedura superficiale, può temporaneamente compromettere la funzione barriera della pelle, aumentando il TEWL e l’idratazione dello strato corneo.

In conclusione, diverse terapie per l’acne possono influenzare le funzioni della barriera epidermica, aumentando la permeabilità dello strato corneo e favorendo potenzialmente irritazioni cutanee.

È importante considerare questi effetti collaterali durante il trattamento dell’acne e adottare misure preventive, come l’uso di idratanti, per ridurne l’impatto sulla salute cutanea.