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Capillari evidenti: eliminare il problema con le terapie sclerosanti

La scleroterapia è, senza dubbio, la tecnica più usata per eliminare il fastidioso problema dei capillari dilatati ed evidenti.

La sostanza iniettata, in genere polidocanolo, danneggia l’endotelio provocando una reazione infiammatoria e una fibrosi della intera parete venosa. In questo modo il sangue viene deviato nelle vene sane con un sensibile miglioramento della circolazione.

Per eliminare i capillari rotti è possibile ricorrere anche a tecniche laser.

Esistono due metodologie per applicare questa terapia, la terapia sclerosante farmacologica e quella a base di soluzione salina.

Terapia sclerosante farmacologica

Questa metodica utilizza sostanze che inducono una reazione irritante della parete vascolare, provocando una successiva reazione infiammatoria e occludendo così il vaso trattato.

In questo modo si interrompe il flusso ematico, il capillare si svuota e progressivamente si schiarisce diventando invisibile.

Terapia sclerosante tramite soluzione salina ipertonica

La seconda metodica utilizzata per eliminare i capillari ottiene il medesimo risultato della terapia sclerosante farmacologica utilizzando in questo caso l’azione tossica di una soluzione salina ipertonica sulla parete vascolare.

 

Si tratta di due trattamenti ben tollerati e poco dolorosi.

A seguito della seduta sclerosante può verificarsi la comparsa di un piccolo ematoma in sede di iniezione ma, solitamente, scompare nel giro di pochi giorni.

E’ importante informare il medico di eventuali allergie note, anche se non sono stati registrati casi di intolleranza o reazioni allergiche gravi alle sostanze sclerosanti.

Raccomandazioni da tenere presenti prima di sottoporsi al trattamento sclerosante

Il numero di sedute necessarie per ottenere un risultato esteticamente valido, e quindi una riduzione dei capillari evidenti, varia in relazione alla obiettività clinica.

Durante il ciclo di sedute e per almeno tre mesi dopo il termine del trattamento è importante evitare di esporre la zona trattata al sole o a fonti di calore. In questo modo si eviterà di vedere comparire fastidiose chiazze iperpigmentate.

Il paziente è tenuto a seguire scrupolosamente le indicazioni dello specialista e a presentarsi regolarmente ai controlli consigliati.

Quando eseguire la terapia sclerosante?

Il periodo migliore per eseguire questo tipo di trattamento è quello autunnale o invernale.

Controindicazioni per la terapia sclerosante

La scleroterapia è controindicata nelle donne in gravidanza, in soggetti con episodi ricorrenti di flebiti e tromboflebiti, diabetici, in pazienti con patologie renali, surrenali e tumorali, asma bronchiale o discrasie ematiche.

 

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Devo osservare particolari regole dopo essermi sottoposto a questo trattamento?
Sì, per non far comparire chiazze sulla zona trattata è fortemente sconsigliato di esporre la parte a luce solare o fonti di calore per almeno tre mesi e durante il ciclo di sedute.
Sono incinta, posso sottopormi ugualmente alla terapia?
No, nel modo più assoluto.