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Dermatofitosi Cutanea

La dermatofitosi cutanea, è un’infezione fungina della pelle causata da un gruppo di funghi chiamati dermatofiti.

Questi funghi si nutrono di cheratina, una proteina presente nello strato più superficiale della pelle, nei capelli e nelle unghie.

La dermatofitosi può colpire diverse aree del corpo e, in base alla localizzazione, assume nomi specifici, come tinea corporis (corpo), tinea pedis (piedi), tinea capitis (cuoio capelluto) e tinea unguium (unghie).

La dermatofitosi cutanea si manifesta spesso con segni e sintomi caratteristici, tra cui arrossamento, prurito, desquamazione e lesioni a forma di anello con bordi rialzati.

Le lesioni tendono ad espandersi gradualmente e possono fondersi tra loro se non trattate.

La trasmissione dell’infezione avviene tramite contatto diretto con persone o animali infetti, oppure con superfici contaminate, come pavimenti, asciugamani o attrezzature sportive.

Questa infezione è comune e può colpire persone di tutte le età, ma è particolarmente frequente in ambienti umidi e caldi, dove i funghi prosperano.

La dermatofitosi cutanea è generalmente trattata con farmaci antimicotici topici o, nei casi più gravi o resistenti, con farmaci orali per eliminare l’infezione e prevenire le recidive.

Sintomi della Dermatofitosi Cutanea

La dermatofitosi cutanea, conosciuta anche come tinea o micosi cutanea, è un’infezione fungina della pelle causata da funghi dermatofiti.

Questi funghi si nutrono di cheratina e tendono a infettare aree della pelle che rimangono spesso umide o calde, come i piedi, l’inguine, il cuoio capelluto e altre zone del corpo.

I sintomi della dermatofitosi cutanea possono variare a seconda della zona interessata, ma in genere includono prurito, desquamazione e lesioni cutanee.

I principali sintomi della dermatofitosi cutanea sono:

  • Prurito intenso e persistente: Il prurito è uno dei sintomi principali della dermatofitosi cutanea e tende a essere particolarmente intenso e persistente, causando un notevole disagio. Questo prurito può peggiorare in condizioni di calore o umidità, rendendo difficile resistere alla tentazione di grattarsi. Grattarsi continuamente può però danneggiare la pelle, provocando abrasioni e micro-lesioni che facilitano ulteriormente la diffusione dell’infezione. Il prurito può rendere difficile concentrarsi sulle attività quotidiane, disturbare il sonno e provocare irritazione e infiammazione delle aree circostanti, specialmente se l’infezione si sviluppa in zone delicate come l’inguine o il cuoio capelluto.
  • Arrossamento e infiammazione della pelle: La dermatofitosi cutanea causa spesso un marcato arrossamento delle aree colpite, poiché la risposta del sistema immunitario cerca di combattere l’infezione. L’arrossamento è generalmente accompagnato da infiammazione, con gonfiore e aumento della sensibilità della pelle al tatto. In molti casi, le lesioni diventano calde e dolorose, poiché i funghi dermatofiti danneggiano le cellule epiteliali e provocano una reazione infiammatoria. L’infiammazione può essere così intensa da limitare il movimento, soprattutto se l’infezione è localizzata in zone come i piedi o l’inguine. L’arrossamento tende ad avere bordi ben definiti e può estendersi progressivamente, creando una zona centrale più chiara, con l’infezione attiva ai margini.
  • Desquamazione e pelle secca: La pelle colpita da dermatofitosi cutanea tende a desquamarsi, con la formazione di piccole scaglie che si staccano facilmente. Questa desquamazione può essere sottile e fine, oppure formare strati più spessi e visibili, che conferiscono alla pelle un aspetto secco e ruvido. La desquamazione è spesso accompagnata da una sensazione di secchezza estrema, che rende la pelle più fragile e vulnerabile a ulteriori danni. Nei casi avanzati, la pelle può spaccarsi e formare fessure dolorose, soprattutto nelle pieghe cutanee, come quelle tra le dita dei piedi, aumentando il rischio di infezioni batteriche secondarie.
  • Lesioni circolari o ad anello: Un sintomo distintivo della dermatofitosi è la formazione di lesioni ad anello, che iniziano come piccole macchie rosse e si espandono progressivamente verso l’esterno. Queste lesioni hanno solitamente bordi rialzati e irregolari, con un’area centrale che può essere più chiara o addirittura normale. La pelle al centro delle lesioni può guarire spontaneamente, mentre l’infezione si diffonde ai margini, creando un aspetto ad anello. Queste lesioni possono variare di dimensioni e numero, e spesso si sovrappongono, formando aree più ampie di pelle infetta. La caratteristica forma ad anello rende più facile la diagnosi della dermatofitosi, soprattutto quando si verifica su aree del corpo esposte, come le braccia o il viso.
  • Vescicole e bolle: Nei casi più avanzati o gravi, la dermatofitosi cutanea può causare la formazione di vescicole o bolle piene di liquido chiaro o giallastro, che si rompono facilmente e possono causare ulteriore irritazione. Le vescicole si formano di solito ai margini delle lesioni ad anello e possono essere pruriginose o dolorose. Quando si rompono, lasciano piccole piaghe aperte che possono infettarsi ulteriormente, causando croste o ulcerazioni. Le vescicole sono più comuni nelle aree del corpo sottoposte a pressione o sfregamento, come le dita dei piedi o l’inguine, e possono rendere difficoltoso il movimento o indossare scarpe. Nei pazienti con sistema immunitario compromesso, queste vescicole possono evolvere in lesioni più gravi e richiedere un trattamento immediato per prevenire complicazioni.
  • Cattivo odore: La presenza di funghi dermatofiti e la conseguente infiammazione possono provocare un cattivo odore nelle aree colpite. Questo odore è particolarmente evidente nei casi di tinea pedis (piede d’atleta), dove l’accumulo di sudore e cellule morte crea un ambiente favorevole per la proliferazione di batteri, che contribuiscono al cattivo odore. Questo sintomo può essere fonte di imbarazzo e causare disagio sociale, soprattutto quando l’infezione interessa i piedi o altre zone del corpo che producono sudore. Il cattivo odore può persistere anche dopo la pulizia e può richiedere l’uso di prodotti antifungini per essere eliminato.
  • Ispessimento e screpolature della pelle: Con il progredire della dermatofitosi, la pelle può diventare più spessa e resistente, creando una superficie ruvida e screpolata. Questo ispessimento è una risposta difensiva della pelle, che cerca di proteggersi dall’infezione, ma che può peggiorare la condizione complessiva. Le screpolature possono diventare profonde e dolorose, aumentando il rischio di infezioni batteriche secondarie. L’ispessimento della pelle può rendere difficoltoso il trattamento, poiché le creme o le lozioni potrebbero non penetrare efficacemente. Nei casi di tinea pedis, questa condizione può essere particolarmente fastidiosa, poiché le screpolature sui piedi rendono doloroso camminare o indossare scarpe.

I sintomi della dermatofitosi cutanea possono variare in intensità, ma spesso causano un notevole disagio e possono complicarsi se l’infezione non viene trattata adeguatamente.

Una diagnosi tempestiva e un trattamento efficace sono essenziali per ridurre i sintomi e prevenire la diffusione dell’infezione ad altre aree del corpo o ad altre persone.

Cause della Dermatofitosi Cutanea

La dermatofitosi cutanea, nota anche come tinea o micosi cutanea, è un’infezione causata da funghi dermatofiti, che si nutrono di cheratina e si sviluppano facilmente in ambienti caldi e umidi.

Le cause dell’infezione sono numerose e possono includere fattori ambientali, comportamentali, e fisiologici.

Le principali cause della dermatofitosi cutanea sono:

  • Esposizione a ambienti umidi e caldi: I funghi dermatofiti proliferano in ambienti caldi e umidi, come spogliatoi, docce pubbliche, piscine e palestre. Questi luoghi favoriscono la crescita e la diffusione dei funghi, poiché vi si trovano condizioni ottimali per il loro sviluppo. Camminare a piedi nudi in questi ambienti aumenta notevolmente il rischio di contrarre la dermatofitosi, poiché i funghi possono rimanere sulle superfici per periodi prolungati e infettare facilmente la pelle. Anche l’uso di indumenti bagnati o scarpe umide per lunghi periodi può creare un ambiente favorevole alla crescita fungina, aumentando la probabilità di infezione. La pelle sudata o umida è particolarmente suscettibile alla penetrazione dei funghi, poiché l’umidità compromette la naturale barriera protettiva della pelle.
  • Contatto diretto con persone infette: La dermatofitosi cutanea è altamente contagiosa e può essere trasmessa attraverso il contatto diretto con persone infette. Questo può avvenire durante attività sportive, in ambienti domestici o attraverso l’uso condiviso di oggetti personali, come asciugamani, pettini, o abiti. Il contatto diretto con la pelle infetta, anche se di breve durata, può consentire ai funghi di trasferirsi e colonizzare nuove aree cutanee. L’infezione è comune in contesti in cui si trascorre molto tempo a stretto contatto con altre persone, come scuole, palestre, o centri sportivi. Anche il contatto con animali infetti, come cani e gatti, può essere una causa di dermatofitosi, poiché i funghi dermatofiti possono infettare anche gli animali domestici e poi trasmettersi agli esseri umani.
  • Sistema immunitario compromesso: Le persone con un sistema immunitario indebolito sono particolarmente suscettibili alla dermatofitosi cutanea, poiché il loro organismo ha meno capacità di contrastare le infezioni. Condizioni come il diabete, l’HIV/AIDS, l’uso di farmaci immunosoppressori, o altre malattie croniche, riducono l’efficacia delle difese immunitarie, rendendo la pelle più vulnerabile all’invasione dei funghi. Anche l’invecchiamento contribuisce a un indebolimento del sistema immunitario, aumentando il rischio di infezioni fungine negli anziani. Nei pazienti immunocompromessi, l’infezione può essere più grave, persistente e difficile da trattare, poiché il corpo ha difficoltà a limitare la proliferazione dei funghi e a rigenerare la pelle danneggiata.
  • Uso di abbigliamento stretto e poco traspirante: Indossare abbigliamento stretto o poco traspirante può aumentare il rischio di dermatofitosi cutanea, poiché favorisce l’accumulo di calore e sudore sulla pelle. Gli indumenti che non permettono una buona traspirazione creano un ambiente umido, che è ideale per la proliferazione dei funghi. Pantaloni stretti, biancheria intima sintetica e abbigliamento sportivo non traspirante sono particolarmente problematici, poiché mantengono la pelle in condizioni favorevoli alla crescita fungina per lunghi periodi. Il sudore intrappolato provoca un’irritazione costante, riducendo la resistenza della pelle e rendendola più suscettibile alla dermatofitosi. Inoltre, indossare scarpe chiuse e non ventilate aumenta il rischio di piede d’atleta, una forma comune di dermatofitosi.
  • Scarsa igiene personale: Una scarsa igiene personale è un fattore significativo nella diffusione della dermatofitosi cutanea, poiché facilita la permanenza e la proliferazione dei funghi sulla pelle. Non lavare o asciugare accuratamente la pelle, soprattutto dopo l’attività fisica, può favorire l’accumulo di sudore e detriti cellulari, che sono nutrimento per i funghi. L’igiene inadeguata può anche includere il mancato cambio di vestiti o biancheria intima dopo l’attività fisica, o l’uso prolungato di abiti umidi. Lavarsi frequentemente e asciugarsi accuratamente sono pratiche fondamentali per mantenere la pelle libera da infezioni e ridurre il rischio di contrarre la dermatofitosi, in particolare nelle aree predisposte come i piedi, l’inguine e le pieghe cutanee.
  • Traumi e lesioni cutanee: I traumi e le lesioni cutanee possono compromettere la barriera protettiva della pelle, rendendola più vulnerabile all’infezione da funghi dermatofiti. Piccoli tagli, abrasioni, o graffi facilitano la penetrazione dei funghi, poiché consentono un accesso diretto agli strati più profondi della pelle. Anche le dermatiti o altre condizioni infiammatorie che provocano fessurazioni della pelle possono aumentare il rischio di dermatofitosi. Nei casi in cui la pelle è già infiammata o danneggiata, i funghi possono attecchire più facilmente e diffondersi rapidamente, poiché trovano un ambiente privo delle normali difese cutanee. È particolarmente importante evitare il contatto con superfici infette e mantenere la pelle pulita e protetta se si hanno lesioni aperte o irritazioni.
  • Predisposizione genetica: Alcune persone possono essere geneticamente predisposte alla dermatofitosi, poiché fattori genetici possono influire sulla struttura della pelle e sulla sua capacità di respingere le infezioni. Alcuni studi suggeriscono che la composizione lipidica e la quantità di sudore prodotto possano influenzare la probabilità di contrarre infezioni fungine. Persone con una predisposizione familiare a condizioni come la pelle secca o l’eczema possono avere una barriera cutanea meno efficace e un rischio maggiore di sviluppare dermatofitosi cutanea. La predisposizione genetica non determina necessariamente l’insorgenza dell’infezione, ma può aumentare la suscettibilità in presenza di altri fattori di rischio, come l’esposizione a funghi o la scarsa igiene.
  • Contatto con animali infetti: I funghi dermatofiti possono infettare anche gli animali domestici, come gatti, cani, conigli e altri mammiferi, che possono poi trasmettere l’infezione agli esseri umani. Il contatto diretto con animali infetti può essere una causa frequente di dermatofitosi, soprattutto nei bambini e nelle persone che lavorano a stretto contatto con animali, come veterinari e allevatori. Gli animali infetti spesso presentano lesioni cutanee simili a quelle umane, come aree prive di pelo, arrossamenti e desquamazione. Anche il contatto con oggetti o superfici che sono stati contaminati da animali infetti, come letti, tappeti o pettini, può trasmettere l’infezione. È importante monitorare la salute degli animali domestici e trattare eventuali infezioni fungine per prevenire la diffusione della dermatofitosi tra le persone.

Questi fattori di rischio contribuiscono alla diffusione e alla persistenza della dermatofitosi cutanea.

Mantenere buone pratiche igieniche, evitare il contatto con superfici infette, e monitorare la salute della pelle sono essenziali per ridurre il rischio di contrarre e diffondere questa infezione.

La dermatofitosi cutanea è contagiosa e può propagarsi facilmente, quindi una gestione adeguata dei fattori di rischio è fondamentale per prevenire l’infezione e limitare la sua diffusione.


La Dermatofitosi Cutanea è Pericolosa?

La dermatofitosi cutanea è generalmente considerata un’infezione fungina superficiale che, se trattata correttamente, non presenta gravi rischi per la salute.

Tuttavia, in alcuni casi, la dermatofitosi può comportare complicazioni e diventare un problema più serio, soprattutto se non trattata o se colpisce persone con particolari condizioni mediche.

Di seguito sono riportate le principali considerazioni riguardo alla pericolosità della dermatofitosi cutanea, con spiegazioni dettagliate:

  • Diffusione e cronicizzazione dell’infezione: Se non trattata adeguatamente, la dermatofitosi cutanea può diffondersi rapidamente ad altre parti del corpo e persino diventare cronica. I funghi dermatofiti prosperano in condizioni di calore e umidità, e senza un trattamento antifungino efficace, l’infezione può estendersi progressivamente, colpendo nuove aree e aggravando i sintomi. La cronicizzazione della dermatofitosi può provocare sintomi persistenti e difficili da trattare, che possono ridurre significativamente la qualità della vita del paziente. Nei casi in cui la dermatofitosi si diffonde al cuoio capelluto, l’infezione può persistere per mesi o addirittura anni, richiedendo un trattamento prolungato. La cronicizzazione aumenta anche il rischio di recidive, poiché l’infezione può riattivarsi facilmente in presenza di condizioni favorevoli.
  • Rischio di infezioni batteriche secondarie: La dermatofitosi cutanea causa prurito intenso e, spesso, i pazienti si grattano frequentemente, provocando microlesioni o abrasioni sulla pelle. Queste lesioni cutanee possono fungere da porta d’ingresso per batteri, aumentando il rischio di infezioni batteriche secondarie. Un’infezione batterica può portare a sintomi come rossore, gonfiore e pus, e può rendere necessario l’uso di antibiotici per evitare complicazioni più gravi come la cellulite o l’erisipela. Queste infezioni batteriche possono essere dolorose e richiedere un trattamento medico immediato, soprattutto nei casi in cui si diffondono rapidamente. Nei pazienti con sistema immunitario compromesso, il rischio di infezioni batteriche è particolarmente elevato, e può portare a complicazioni che richiedono un trattamento ospedaliero.
  • Impatto sulla qualità della vita e disagio psicologico: La dermatofitosi cutanea può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, poiché i sintomi, come il prurito e il cattivo odore, possono causare disagio e imbarazzo. L’infezione può colpire aree visibili del corpo, come le braccia, il viso o il cuoio capelluto, influenzando la percezione di sé e il benessere emotivo. I pazienti possono evitare situazioni sociali o attività fisiche che possono esporre le lesioni, il che può portare a isolamento sociale e disagio psicologico. In particolare, nei giovani e negli adolescenti, la presenza di dermatofitosi visibile può causare ansia, riduzione dell’autostima e difficoltà nelle relazioni interpersonali. Il disagio psicologico può peggiorare se l’infezione è persistente o recidiva frequentemente, e può richiedere il supporto di un dermatologo e, talvolta, di un professionista della salute mentale.
  • Resistenza ai trattamenti antifungini e recidive: In alcuni casi, la dermatofitosi cutanea può diventare resistente ai trattamenti antifungini, rendendo più difficile il controllo dell’infezione. L’uso improprio o prolungato di farmaci antifungini può ridurre l’efficacia del trattamento e portare a una recidiva dell’infezione. Le recidive frequenti richiedono spesso terapie più aggressive o prolungate, che possono avere effetti collaterali significativi e richiedere un monitoraggio costante. Nei casi di resistenza, i pazienti possono sviluppare una forma cronica di dermatofitosi che è difficile da eradicare completamente, aumentando il rischio di cronicizzazione. La gestione delle recidive richiede un trattamento personalizzato e può includere una combinazione di terapie topiche e sistemiche per migliorare i risultati.
  • Rischio di complicazioni nei pazienti immunocompromessi: La dermatofitosi cutanea può essere particolarmente pericolosa nei pazienti immunocompromessi, come quelli con diabete, HIV/AIDS, o persone in terapia con farmaci immunosoppressori. In questi pazienti, il sistema immunitario è meno efficace nel combattere le infezioni, e la dermatofitosi può evolvere rapidamente, diventando più invasiva e difficile da trattare. Nei casi gravi, l’infezione può diffondersi agli strati più profondi della pelle o addirittura raggiungere il sangue, causando complicazioni sistemiche. Questi pazienti richiedono un trattamento più aggressivo e un monitoraggio costante per prevenire la diffusione dell’infezione e per evitare che l’infezione fungina provochi ulteriori danni. Nei casi più avanzati, possono essere necessari trattamenti antifungini sistemici e un’attenta gestione delle condizioni sottostanti per ridurre i rischi.
  • Coinvolgimento di altre aree del corpo e diffusione all’apparato ungueale: La dermatofitosi può estendersi ad altre aree del corpo e infettare le unghie (onicomicosi), provocando ispessimento, fragilità e deformazioni dell’unghia. L’onicomicosi è spesso più difficile da trattare rispetto alla dermatofitosi cutanea e può richiedere lunghi periodi di trattamento con farmaci antifungini orali e topici. Se non trattata, l’onicomicosi può causare danni permanenti alle unghie, riducendo la funzionalità delle dita e causando dolore. La diffusione dell’infezione fungina può complicare il trattamento e aumentare la probabilità di recidive. Nei casi in cui l’infezione raggiunge anche il cuoio capelluto, si può sviluppare la tinea capitis, che può portare a perdita di capelli temporanea o permanente e richiede un trattamento antifungino sistemico.

Quindi, la dermatofitosi cutanea, pur non rappresentando una minaccia diretta per la vita, può diventare problematica se non viene trattata correttamente.

Le complicazioni possono includere infezioni batteriche, cronicizzazione, resistenza ai farmaci e disagio psicologico, che possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

Una gestione tempestiva e adeguata della dermatofitosi è fondamentale per evitare queste problematiche e ridurre il rischio di complicazioni, soprattutto nei pazienti con particolari condizioni di salute o immunocompromessi.


Tipologie di Dermatofitosi Cutanea

La dermatofitosi cutanea, nota anche come tinea o micosi cutanea, si manifesta in diverse tipologie, che variano a seconda della zona del corpo colpita e del fungo responsabile dell’infezione.

Ogni tipologia ha caratteristiche cliniche specifiche, sebbene tutte condividano alcuni sintomi come il prurito, il rossore e la desquamazione.

Le principali tipologie di dermatofitosi cutanea sono:

  • Tinea pedis (piede d’atleta): La tinea pedis, conosciuta comunemente come piede d’atleta, è un’infezione fungina che colpisce la pelle dei piedi, particolarmente frequente tra le dita e sulla pianta. Questa forma è comune tra le persone che indossano scarpe chiuse per lunghi periodi, poiché i piedi umidi e caldi favoriscono la proliferazione dei funghi. La tinea pedis si manifesta con prurito intenso, arrossamento e desquamazione, che possono evolversi in vescicole dolorose o screpolature profonde. Nei casi avanzati, l’infezione può estendersi alle unghie (onicomicosi), causando ispessimento e fragilità ungueale. I sintomi tendono a peggiorare in condizioni di calore e umidità, e la mancanza di trattamento può portare alla cronicizzazione dell’infezione, con frequenti recidive. La tinea pedis è molto contagiosa e può essere facilmente trasmessa attraverso il contatto con superfici infette, come pavimenti di docce e piscine.
  • Tinea corporis (tinea del corpo): La tinea corporis è un’infezione fungina che colpisce la pelle del corpo, di solito nelle braccia, nel tronco o nelle gambe. Si manifesta tipicamente con lesioni circolari o ad anello, caratterizzate da un bordo rosso e rialzato e da un centro più chiaro o normale. Queste lesioni possono essere singole o multiple, e spesso si sovrappongono se non trattate. La tinea corporis causa prurito e infiammazione, e i sintomi possono peggiorare con l’irritazione meccanica o il contatto con l’acqua. È una delle forme più facilmente diagnosticabili, grazie all’aspetto caratteristico delle lesioni. La tinea corporis è contagiosa e può essere trasmessa tramite contatto diretto con persone o animali infetti, o indirettamente attraverso oggetti contaminati come asciugamani o indumenti. Se non trattata, l’infezione può estendersi ad altre parti del corpo e richiedere un trattamento più prolungato.
  • Tinea cruris (tinea dell’inguine): La tinea cruris, conosciuta anche come jock itch, è un’infezione fungina che colpisce la pelle dell’inguine e delle cosce. È particolarmente comune negli uomini e negli atleti, poiché si sviluppa in zone dove il calore e l’umidità sono costanti, favorendo la crescita dei funghi. Questa forma di dermatofitosi si manifesta con arrossamento intenso, prurito, e desquamazione, che possono estendersi alle pieghe inguinali e alle cosce interne. I bordi delle lesioni tendono a essere ben definiti e possono presentare piccole vescicole o squame. Nei casi avanzati, la tinea cruris può provocare un’iperpigmentazione residua e una sensibilità prolungata nella zona. La condizione può peggiorare con l’uso di abbigliamento stretto o sintetico, che trattiene il sudore e riduce la ventilazione. La tinea cruris è contagiosa e può diffondersi rapidamente se non trattata, richiedendo una combinazione di misure preventive e terapie antifungine per evitare recidive.
  • Tinea capitis (tinea del cuoio capelluto): La tinea capitis è un’infezione fungina che colpisce il cuoio capelluto e i capelli, ed è particolarmente comune nei bambini. L’infezione provoca chiazze di perdita di capelli, desquamazione e infiammazione del cuoio capelluto. Nei casi gravi, possono formarsi ascessi o croste giallastre chiamate “favus,” che causano un odore sgradevole. La tinea capitis può essere dolorosa e causare un forte prurito, che porta il paziente a grattarsi e peggiorare l’infezione. Nei casi avanzati, l’infezione può lasciare cicatrici permanenti e causare alopecia. La tinea capitis è molto contagiosa e si diffonde facilmente attraverso il contatto diretto con persone infette o con oggetti contaminati, come spazzole, cuscini e cappelli. A differenza di altre forme di dermatofitosi, la tinea capitis spesso richiede un trattamento antifungino sistemico, poiché i funghi penetrano nei follicoli piliferi, rendendo difficile il trattamento con farmaci topici.
  • Tinea unguium (onicomicosi): La tinea unguium, o onicomicosi, è un’infezione fungina che colpisce le unghie di mani e piedi. Le unghie infette diventano ispessite, scolorite e fragili, e possono sollevarsi dal letto ungueale. Nei casi gravi, l’onicomicosi può causare dolore e limitare la funzionalità delle dita, rendendo difficile camminare o usare le mani. L’infezione si diffonde lentamente e può richiedere mesi o anni per svilupparsi completamente, ma è difficile da trattare e tende a recidivare se non si seguono terapie adeguate. L’onicomicosi è contagiosa e può essere trasmessa attraverso il contatto diretto con superfici infette, come pavimenti di spogliatoi o piscine, oppure tramite strumenti per la manicure non sterilizzati. La gestione della tinea unguium può includere farmaci topici e sistemici, ma richiede un trattamento prolungato per ottenere una guarigione completa e prevenire recidive.
  • Tinea manuum (tinea delle mani): La tinea manuum è un’infezione fungina che colpisce la pelle delle mani, solitamente una sola mano alla volta, anche se può diffondersi a entrambe. Si manifesta con desquamazione, ispessimento e prurito delle palme o delle dita, e può causare screpolature e dolore. La tinea manuum è spesso associata alla tinea pedis, e può verificarsi quando i funghi si trasferiscono dai piedi alle mani attraverso il contatto diretto o indiretto. I pazienti possono anche notare una pelle secca e ruvida, che può sembrare simile a un eczema. La tinea manuum è altamente contagiosa e si diffonde facilmente attraverso il contatto con oggetti infetti, come attrezzi da lavoro, o con altre persone. Nei casi avanzati, l’infezione può estendersi alle unghie delle mani, aggravando ulteriormente i sintomi e rendendo necessario un trattamento combinato di farmaci antifungini topici e sistemici.
  • Tinea barbae (tinea della barba): La tinea barbae è un’infezione fungina che colpisce l’area della barba e, talvolta, il collo. Questa forma è comune tra uomini che lavorano a contatto con animali, come allevatori e veterinari, poiché molti funghi che causano la tinea barbae possono essere trasmessi dagli animali agli esseri umani. L’infezione si manifesta con lesioni rosse e infiammate, che possono diventare pustolose e dolorose. Nei casi avanzati, la tinea barbae può causare perdita di peli e cicatrici permanenti. La zona infetta è spesso dolorosa al tatto, e i pazienti possono notare un ispessimento della pelle o un aspetto squamoso. La tinea barbae è contagiosa e può essere trasmessa attraverso il contatto diretto con animali infetti o oggetti come rasoi contaminati. A causa della profondità dell’infezione, spesso è necessario un trattamento antifungino sistemico per ottenere una guarigione completa e prevenire complicazioni.

Ogni tipologia di dermatofitosi cutanea ha caratteristiche e modalità di trasmissione specifiche.

Sebbene tutte le forme richiedano un trattamento antifungino, la terapia può variare a seconda dell’area del corpo colpita e della gravità dell’infezione.

Una gestione tempestiva è fondamentale per prevenire complicazioni, recidive e la diffusione dell’infezione ad altre persone o ad altre aree del corpo.


Altri Nomi di Dermatofitosi Cutanea

La dermatofitosi cutanea è un’infezione fungina della pelle causata da funghi dermatofiti e conosciuta con diversi nomi, a seconda delle aree del corpo colpite e delle caratteristiche dell’infezione.

Questi nomi alternativi si riferiscono alle varie manifestazioni della dermatofitosi e sono ampiamente utilizzati in campo medico e nel linguaggio comune.

Di seguito sono elencati i principali altri nomi per la dermatofitosi cutanea, con spiegazioni dettagliate:

  • Tinea: Il termine tinea è una denominazione generale che si utilizza per descrivere le infezioni fungine della pelle causate da dermatofiti. Questo nome è seguito dal termine specifico dell’area del corpo colpita (ad esempio, tinea pedis per l’infezione ai piedi). Il nome tinea deriva dal latino e anticamente significava “verme”, poiché si pensava che le lesioni a forma di anello fossero causate da parassiti. Oggi, tinea è uno dei termini più comuni e universalmente riconosciuti per indicare questo tipo di infezioni, che possono colpire diverse parti del corpo e manifestarsi con sintomi specifici in ciascun’area. Ogni tipologia di tinea è trattata con un approccio terapeutico mirato, ma tutte condividono la natura fungina e la tendenza a diffondersi attraverso il contatto.
  • Tigna: Il termine tigna è un sinonimo popolare per indicare la dermatofitosi cutanea, in particolare quando le lesioni appaiono come macchie circolari o ad anello. È un termine molto utilizzato nella lingua italiana e si riferisce a tutte le infezioni della pelle causate da funghi dermatofiti, indipendentemente dall’area corporea colpita. La tigna è un termine particolarmente utilizzato quando si parla di dermatofitosi tra i bambini, poiché è spesso la forma di infezione più facilmente riconoscibile. Il termine “tigna” viene spesso utilizzato anche per descrivere casi di tinea capitis o tinea corporis, poiché queste forme presentano caratteristiche lesioni ad anello che sono facilmente identificabili come “tigna”. L’uso di questo termine risale a secoli fa e deriva dall’antica credenza che queste lesioni fossero causate da un verme circolare.
  • Micosi: La parola micosi si riferisce a qualsiasi infezione causata da funghi, inclusi non solo i dermatofiti, ma anche lieviti e muffe. Tuttavia, in un contesto comune, il termine è spesso usato per descrivere le infezioni fungine della pelle e delle unghie, che comprendono la dermatofitosi. La micosi è un termine più generale rispetto a tinea o dermatofitosi, poiché include anche infezioni come la candidosi e la pitiriasi. Utilizzare il termine micosi per indicare la dermatofitosi è comune, soprattutto quando si parla di infezioni superficiali, anche se il termine non si limita esclusivamente ai dermatofiti. In contesti medici, la specificazione del tipo di micosi è importante, ma il termine micosi rimane di uso corrente per indicare tutte le infezioni fungine della pelle.
  • Piede d’atleta: Sebbene piede d’atleta sia specifico per indicare la tinea pedis, è talvolta usato in modo più esteso per descrivere altre infezioni fungine che colpiscono i piedi o altre aree soggette a sudorazione e umidità. È uno dei termini più conosciuti al di fuori dell’ambito medico, e viene spesso associato alle infezioni fungine tra le dita dei piedi, un sintomo tipico della tinea pedis. L’associazione con gli atleti deriva dal fatto che questi ambienti sono frequenti tra le persone che praticano sport o che indossano scarpe chiuse per lunghi periodi. Sebbene non sia un termine generico per tutte le dermatofitosi, molte persone usano “piede d’atleta” per indicare qualsiasi infezione fungina cutanea che si sviluppa in aree umide o calde, anche se tecnicamente si riferisce a un’infezione specifica.
  • Herpes circinato: L’herpes circinato è un altro termine utilizzato per descrivere la dermatofitosi cutanea, in particolare quando l’infezione si manifesta con lesioni a forma circolare e bordo infiammato. Nonostante il nome, questa infezione non è causata dal virus dell’herpes, ma dai funghi dermatofiti. Il termine viene utilizzato per descrivere lesioni simili a quelle di altre infezioni circolari, ma è più comunemente associato alla tinea corporis. Questa denominazione può creare confusione, poiché il termine “herpes” è solitamente legato a infezioni virali, ma in questo caso si riferisce alla forma caratteristica delle lesioni cutanee, che presentano un bordo ben definito e un centro chiaro. Il termine herpes circinato può essere utilizzato in ambito medico per descrivere queste lesioni, ma non è molto conosciuto dal pubblico generale.
  • Ringworm: Ringworm è il termine inglese per indicare la dermatofitosi cutanea ed è comunemente usato nei paesi anglofoni per descrivere le infezioni fungine della pelle che presentano lesioni circolari simili a quelle della tinea corporis. Sebbene il termine contenga la parola “worm” (verme), l’infezione non è causata da parassiti, ma da funghi dermatofiti. L’uso di questo termine deriva dall’aspetto circolare e dai bordi rialzati delle lesioni, che ricordano un verme che si muove sotto la pelle. Ringworm è un termine di uso comune e facile da comprendere per il pubblico anglofono, e viene usato per descrivere le varie forme di tinea che possono colpire diverse parti del corpo. Sebbene non sia un termine tecnico in italiano, può essere trovato in testi medici internazionali e descrive lo stesso tipo di infezione fungina.

Questi nomi alternativi della dermatofitosi cutanea riflettono la varietà di manifestazioni cliniche e il modo in cui questa infezione è stata percepita e descritta storicamente.

Alcuni nomi, come “tinea” o “tigna”, sono utilizzati comunemente anche in ambito medico, mentre altri, come “piede d’atleta” e “herpes circinato”, si riferiscono a manifestazioni specifiche o derivano da descrizioni più popolari e non tecniche.

Questi termini continuano a essere utilizzati sia dai professionisti della salute che dal pubblico, e rappresentano una varietà di modi per identificare e comprendere la dermatofitosi cutanea.


Clinica IDE: Visita e Diagnosi per la Dermatofitosi Cutanea a Milano

La diagnosi della dermatofitosi cutanea presso la Clinica Dermatologica IDE di Milano è fondamentale per individuare l’infezione e iniziare un trattamento appropriato.

Durante la visita dermatologica, il dermatologo esperto esamina i sintomi, valuta le lesioni e può utilizzare test specifici per confermare la presenza di funghi dermatofiti.

Una diagnosi accurata aiuta a differenziare la dermatofitosi da altre condizioni della pelle con sintomi simili.

Di seguito sono riportati i principali passaggi della visita e diagnosi per la dermatofitosi cutanea, con spiegazioni dettagliate:

  • Esame visivo delle lesioni cutanee: Il primo passo nella diagnosi della dermatofitosi cutanea è l’esame visivo delle lesioni cutanee da parte del dermatologo. Durante questo esame, il medico osserva attentamente l’aspetto delle lesioni, cercando segni distintivi come arrossamento, prurito, desquamazione, e la presenza di lesioni ad anello con margini ben definiti. La forma e la distribuzione delle lesioni aiutano a differenziare la dermatofitosi da altre patologie cutanee, come l’eczema o la psoriasi, che possono presentare sintomi simili. L’esame visivo consente di identificare la possibile tipologia di dermatofitosi, come la tinea corporis o la tinea pedis, in base alla localizzazione delle lesioni. Durante l’esame, il medico può anche valutare eventuali aree di infiammazione, screpolature, o vescicole che possono indicare un’infezione più avanzata. Sebbene l’esame visivo sia essenziale, non sempre è sufficiente per una diagnosi definitiva, poiché alcune lesioni possono somigliare ad altre condizioni dermatologiche.
  • Raccolta della storia clinica e dei sintomi: Un passaggio cruciale nella diagnosi è la raccolta dettagliata della storia clinica e dei sintomi riportati dal paziente. Il dermatologo chiederà informazioni sulla durata e la progressione dei sintomi, come prurito, arrossamento e dolore, e se questi peggiorano in determinate situazioni, come dopo l’attività fisica o l’esposizione all’umidità. Il medico potrebbe chiedere se il paziente ha avuto contatti recenti con persone infette, animali domestici, o se ha frequentato luoghi pubblici come piscine e palestre. Queste informazioni aiutano a determinare i fattori di rischio e le possibili fonti di contagio. Inoltre, conoscere la storia clinica del paziente, inclusa la presenza di altre condizioni della pelle o di malattie croniche, è importante per valutare la suscettibilità del paziente alle infezioni fungine. Nei pazienti con un sistema immunitario compromesso, il dermatologo può indagare ulteriormente per valutare il rischio di complicazioni e scegliere un trattamento adeguato.
  • Esame con lampada di Wood: In alcuni casi, il dermatologo può utilizzare una lampada di Wood per esaminare le lesioni cutanee. La lampada di Wood emette luce ultravioletta, che può causare una fluorescenza specifica nelle infezioni da dermatofiti. Sebbene non tutti i funghi emettano fluorescenza, alcune specie specifiche brillano di un colore verde-azzurro sotto la luce della lampada, facilitando l’identificazione dell’infezione. L’esame con la lampada di Wood è rapido, non invasivo e può fornire indicazioni preliminari sulla presenza di dermatofitosi, soprattutto nelle infezioni del cuoio capelluto o nelle unghie. Tuttavia, questo test non è sempre conclusivo, poiché non tutte le specie di funghi brillano sotto la luce ultravioletta. Per questo motivo, può essere necessario eseguire test aggiuntivi per confermare la diagnosi. Questo esame è particolarmente utile nei casi di sospetta tinea capitis, in cui l’infezione è più difficile da rilevare visivamente.
  • Raccolta di campioni per esame microscopico e coltura fungina: Per confermare la diagnosi di dermatofitosi cutanea, il dermatologo può prelevare un campione di pelle, unghie, o capelli dalle aree infette e analizzarlo al microscopio. Il campione viene trattato con una soluzione di idrossido di potassio (KOH), che dissolve i tessuti e permette di visualizzare direttamente i miceli fungini. Questo esame microscopico è rapido e può fornire un’indicazione immediata della presenza di funghi. In alcuni casi, il medico può anche inviare il campione a un laboratorio per eseguire una coltura fungina, che permette di identificare il tipo specifico di dermatofita responsabile dell’infezione. La coltura fungina richiede più tempo, ma è utile per confermare la diagnosi e scegliere il trattamento antifungino più efficace. La raccolta di campioni è un passaggio importante, soprattutto se l’infezione non risponde ai trattamenti iniziali o se si sospetta un’infezione mista con più tipi di funghi.
  • Esami aggiuntivi per differenziare da altre condizioni dermatologiche: Nei casi in cui i sintomi sono atipici o non rispondono ai trattamenti antifungini, il dermatologo può richiedere esami aggiuntivi per escludere altre condizioni dermatologiche. Possono essere necessari test per la psoriasi, la dermatite seborroica, o il lichen planus, poiché queste patologie possono presentare sintomi simili alla dermatofitosi. Inoltre, nei pazienti con sistema immunitario compromesso, il medico può suggerire esami del sangue per valutare la funzione immunitaria e identificare eventuali patologie sottostanti. Se l’infezione interessa le unghie o il cuoio capelluto, possono essere necessari test più specifici per valutare l’estensione e la profondità dell’infezione. La differenziazione è importante per evitare diagnosi errate e per garantire che il paziente riceva un trattamento appropriato ed efficace.

La diagnosi della dermatofitosi cutanea richiede un approccio completo e accurato, che combina esami clinici, test di laboratorio e una valutazione dettagliata dei sintomi e della storia clinica del paziente.

Una diagnosi corretta è essenziale per scegliere il trattamento adeguato, prevenire la diffusione dell’infezione e ridurre il rischio di recidive.


Istituto IDE: Trattamenti Dermatologici per la Dermatofitosi Cutanea a Milano

Presso il Centro di Dermatologia IDE di Milano la dermatofitosi cutanea può essere trattata con successo attraverso l’uso di terapie antifungine topiche e, nei casi più gravi, con farmaci orali.

Il trattamento è mirato a eliminare i funghi dermatofiti responsabili dell’infezione, alleviare i sintomi come il prurito e l’infiammazione, e prevenire la diffusione dell’infezione ad altre aree del corpo o ad altre persone.

La durata e la tipologia del trattamento dipendono dalla gravità dell’infezione, dalla zona colpita e dalla risposta del paziente.

Di seguito sono descritti i principali trattamenti dermatologici per la dermatofitosi cutanea, con spiegazioni dettagliate:

  • Creme e pomate antifungine topiche: Le creme e pomate antifungine sono il trattamento di prima linea per le forme lievi e localizzate di dermatofitosi cutanea. Questi prodotti contengono ingredienti attivi come clotrimazolo, miconazolo, terbinafina, o ketoconazolo, che agiscono direttamente sui funghi inibendo la loro crescita e distruggendo le cellule fungine. Le creme topiche vengono applicate direttamente sulla zona infetta una o due volte al giorno, per un periodo che può variare da due a quattro settimane, a seconda della gravità dell’infezione e della risposta al trattamento. Il medico può consigliare di continuare l’applicazione per alcuni giorni dopo la scomparsa dei sintomi per garantire l’eradicazione completa dell’infezione. Le creme antifungine sono generalmente ben tollerate e presentano pochi effetti collaterali, ma possono causare lieve irritazione o bruciore nelle prime applicazioni.
  • Spray e polveri antifungine per prevenire recidive: Oltre alle creme, gli spray e le polveri antifungine possono essere utilizzati sia per il trattamento che per la prevenzione delle recidive, specialmente nei casi di tinea pedis (piede d’atleta). Questi prodotti sono ideali per aree del corpo soggette a sudorazione eccessiva, poiché aiutano a mantenere la pelle asciutta e riducono il rischio di recidive. Gli spray antifungini contengono principi attivi come il tolnaftato o la ciclopirox olamina, e possono essere utilizzati nelle scarpe o direttamente sui piedi. Le polveri antifungine, invece, sono ideali per le aree del corpo soggette a sfregamento o a rischio di umidità, come l’inguine o le ascelle. L’applicazione regolare di polveri antifungine aiuta a mantenere la pelle asciutta e crea un ambiente sfavorevole per la crescita dei funghi, prevenendo nuove infezioni.
  • Farmaci antifungini orali per infezioni estese o resistenti: Nei casi più gravi, dove l’infezione è estesa, cronica, o resistente ai trattamenti topici, il dermatologo può prescrivere antifungini orali come terbinafina, fluconazolo, o itraconazolo. Questi farmaci agiscono sistemicamente, eliminando l’infezione dall’interno e riducendo il rischio di recidiva. Gli antifungini orali sono particolarmente indicati nei casi di tinea capitis (cuoio capelluto) o onicomicosi (unghie), dove i trattamenti topici possono non essere sufficientemente efficaci. Il trattamento orale può durare da due settimane a diversi mesi, a seconda della gravità dell’infezione e della risposta del paziente. Prima di iniziare il trattamento, è importante che il medico valuti la funzionalità epatica del paziente, poiché questi farmaci possono avere effetti collaterali sul fegato. Il monitoraggio regolare è fondamentale durante la terapia per garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento.
  • Shampoo e lozioni antifungine per il cuoio capelluto: Nei casi di tinea capitis, il trattamento può includere l’uso di shampoo antifungini contenenti ingredienti attivi come ketoconazolo o selenio solfuro, che aiutano a ridurre la carica fungina sul cuoio capelluto. Questi prodotti sono utilizzati in combinazione con farmaci antifungini orali per potenziare l’efficacia del trattamento e prevenire la diffusione dell’infezione ai capelli vicini. Gli shampoo antifungini vengono applicati e lasciati agire per alcuni minuti prima di risciacquare, e l’uso regolare può durare da alcune settimane a un mese. Nei casi più lievi, le lozioni antifungine topiche possono essere sufficienti, ma le infezioni profonde richiedono un trattamento sistemico per ottenere una completa guarigione. L’uso regolare dello shampoo antifungino aiuta anche a prevenire recidive e a mantenere il cuoio capelluto sano.
  • Creme o gel steroidei per ridurre l’infiammazione e il prurito: In aggiunta ai trattamenti antifungini, i dermatologi possono prescrivere creme o gel contenenti steroidi per alleviare il prurito intenso e l’infiammazione associati alla dermatofitosi. Gli steroidi, come il betametasone, sono utili per ridurre il gonfiore e il rossore, migliorando il comfort del paziente durante il trattamento. Tuttavia, l’uso di steroidi deve essere monitorato attentamente, poiché possono ridurre la capacità della pelle di combattere l’infezione se utilizzati in modo eccessivo. Pertanto, le creme steroidee sono solitamente prescritte solo per brevi periodi e in combinazione con antifungini, per gestire i sintomi infiammatori senza compromettere l’efficacia della terapia antifungina. Questo approccio è particolarmente utile nei casi in cui il prurito o il dolore influiscono significativamente sulla qualità della vita del paziente.
  • Misure igieniche e cura della pelle: Oltre ai farmaci, il trattamento della dermatofitosi cutanea include importanti misure igieniche per ridurre l’umidità e prevenire la diffusione dell’infezione. Mantenere la pelle pulita e asciutta, evitare l’uso di indumenti stretti e sintetici, e lavare regolarmente indumenti e biancheria sono misure fondamentali per prevenire la crescita dei funghi. È importante cambiare spesso i calzini e asciugare accuratamente le aree soggette a sudorazione, come i piedi e l’inguine, per evitare che l’umidità favorisca la proliferazione fungina. Nei casi di infezioni recidivanti, il dermatologo può consigliare di utilizzare polveri o spray antifungini preventivi su scarpe e indumenti per ridurre il rischio di nuove infezioni. La buona igiene personale è essenziale non solo per il trattamento della dermatofitosi, ma anche per evitare il contagio di altre persone, specialmente in ambienti condivisi.

Il trattamento della dermatofitosi cutanea richiede un approccio completo che include l’uso di farmaci antifungini e misure preventive per garantire una guarigione efficace e ridurre il rischio di recidiva.

La scelta del trattamento dipende dalla gravità dell’infezione e dalla zona colpita, e richiede un monitoraggio costante per assicurare il successo della terapia.


Clinica IDE: Trattamenti Chirurgici per la Dermatofitosi Cutanea a Milano

La dermatofitosi cutanea è solitamente trattata con terapie farmacologiche e misure igieniche, e raramente richiede interventi chirurgici.

Tuttavia, in casi eccezionali e quando l’infezione risulta resistente a trattamenti convenzionali o si è estesa profondamente, possono essere necessari trattamenti chirurgici per rimuovere tessuti gravemente danneggiati o infezioni persistenti.

Di seguito sono descritti i principali trattamenti chirurgici per la dermatofitosi cutanea erogati dall’Istituto Dermatologico IDE di Milano:

  • Rimozione chirurgica delle unghie infette (onicectomia): Nei casi di onicomicosi persistente, dove l’infezione fungina è localizzata profondamente nell’unghia e non risponde ai trattamenti topici o sistemici, può essere necessario ricorrere all’onicectomia. Questa procedura consiste nella rimozione chirurgica parziale o totale dell’unghia infetta per eliminare il fungo alla radice. L’onicectomia è solitamente eseguita in anestesia locale e può richiedere un periodo di recupero durante il quale l’area trattata viene protetta per prevenire infezioni. Questa tecnica è indicata solo nei casi gravi, poiché la rimozione dell’unghia può richiedere mesi per una ricrescita completa, e non sempre l’unghia ritorna alla sua forma normale. Tuttavia, l’onicectomia può essere essenziale per evitare complicazioni e garantire l’eliminazione totale dell’infezione, soprattutto nei casi in cui l’onicomicosi è ricorrente o provoca dolore intenso.
  • Drenaggio di ascessi e vesciche infette: Nei casi avanzati di dermatofitosi, come la tinea barbae o la tinea capitis, è possibile che si sviluppino ascessi o vesciche piene di pus, che richiedono un intervento chirurgico di drenaggio. Il drenaggio consiste nell’apertura delle lesioni per rimuovere il materiale infetto e ridurre l’infiammazione. Questa procedura aiuta a prevenire la diffusione dell’infezione ad altre aree del corpo e riduce il dolore causato dalla pressione degli ascessi. L’intervento è eseguito in anestesia locale e richiede cure post-operatorie per mantenere l’area pulita e favorire la guarigione. Nei pazienti con un sistema immunitario compromesso, il drenaggio può prevenire ulteriori complicazioni e favorire un recupero più rapido, in combinazione con terapie antifungine sistemiche per assicurare l’eliminazione del fungo.
  • Chirurgia per rimuovere aree cutanee gravemente infette: Nei rari casi in cui la dermatofitosi cutanea si estende in modo profondo e provoca necrosi o danni irreversibili alla pelle, il dermatologo potrebbe considerare un intervento chirurgico per rimuovere l’area cutanea colpita. Questa procedura, chiamata debridement, consiste nella rimozione dei tessuti danneggiati e infetti per favorire la guarigione e prevenire l’infezione sistemica. Il debridement è indicato solo nei casi di infezioni croniche o trascurate che non rispondono ai trattamenti convenzionali e che causano danni estesi. Dopo l’intervento, il paziente deve seguire un attento monitoraggio e mantenere l’area trattata pulita per prevenire nuove infezioni. Nei casi più gravi, potrebbe essere necessario un innesto cutaneo per ripristinare la funzionalità e l’estetica dell’area trattata.
  • Laserterapia per trattare onicomicosi resistente: La laserterapia è una tecnica meno invasiva utilizzata per il trattamento della dermatofitosi delle unghie che non risponde ai trattamenti antifungini tradizionali. Il laser agisce penetrando nell’unghia e distruggendo i funghi senza danneggiare i tessuti circostanti. Questa procedura è rapida, richiede pochi minuti per un’unghia e generalmente non necessita di anestesia. La laserterapia può essere ripetuta più volte per garantire l’eliminazione completa del fungo e può offrire risultati migliori quando combinata con trattamenti topici o orali. La laserterapia è una buona opzione per i pazienti che desiderano evitare l’onicectomia e preferiscono una soluzione meno invasiva, ma i costi e la disponibilità della tecnologia possono variare.
  • Rimozione di lesioni cutanee residue: Nei casi di dermatofitosi che hanno causato cicatrici o lesioni cutanee residue, come nell’area della barba o del cuoio capelluto, il dermatologo può valutare l’opportunità di un intervento chirurgico per rimuovere le lesioni o migliorare l’aspetto dell’area colpita. Questa procedura è indicata solo nei casi in cui l’infezione è stata completamente eradicata, ma persistono danni estetici o funzionali. La rimozione delle lesioni può essere eseguita con tecniche di chirurgia plastica, come l’escissione delle cicatrici o il resurfacing della pelle, per migliorare l’aspetto e ridurre il disagio psicologico causato dalle cicatrici visibili.

Pertanto, i trattamenti chirurgici per la dermatofitosi cutanea sono generalmente considerati un’opzione di ultima istanza, utilizzata solo nei casi gravi o resistenti alle terapie convenzionali.

La chirurgia può fornire sollievo e migliorare la qualità della vita nei pazienti con infezioni persistenti o che hanno causato danni significativi.

Tuttavia, è importante valutare attentamente la necessità dell’intervento chirurgico in base alla gravità della condizione e alla risposta del paziente ai trattamenti meno invasivi.


PATOLOGIE INERENTI ALLA DERMATOFITOSI CUTANEA


Patologie Dermatologiche Associate alla Dermatofitosi Cutanea

La dermatofitosi cutanea è spesso correlata o associata a diverse patologie dermatologiche, alcune delle quali possono predisporre all’infezione, complicarne la gestione o influenzare la risposta al trattamento.

La presenza di altre condizioni cutanee può rendere la dermatofitosi più difficile da trattare, aumentare il rischio di recidiva, o aggravare i sintomi.

Di seguito sono descritte le principali patologie dermatologiche associate alla dermatofitosi cutanea, con spiegazioni dettagliate:

  • Eczema (dermatite atopica): L’eczema, o dermatite atopica, è una condizione cronica che provoca secchezza, prurito e infiammazione della pelle, rendendola più vulnerabile alle infezioni fungine come la dermatofitosi. La pelle danneggiata e irritata dall’eczema crea micro-lesioni che fungono da porta d’ingresso per i funghi dermatofiti. I pazienti con eczema tendono a grattarsi frequentemente, aumentando il rischio di contaminazione e diffusione dell’infezione. L’associazione tra eczema e dermatofitosi può complicare il trattamento, poiché i pazienti possono aver bisogno di trattare sia l’infiammazione dell’eczema sia l’infezione fungina. I farmaci steroidei usati per gestire l’eczema possono inoltre ridurre l’efficacia dei trattamenti antifungini, poiché possono sopprimere le difese immunitarie della pelle.
  • Psoriasi: La psoriasi è una malattia autoimmune che provoca la rapida proliferazione delle cellule cutanee, portando alla formazione di placche squamose e infiammate. La psoriasi e la dermatofitosi possono presentare sintomi simili, come desquamazione e arrossamento, e nei casi in cui coesistono, può essere difficile distinguere le due condizioni. La pelle affetta da psoriasi è spesso più suscettibile alle infezioni, poiché le lesioni cutanee fungono da portale per l’ingresso di funghi e altri agenti patogeni. Nei pazienti con psoriasi, il trattamento della dermatofitosi può essere complicato, poiché i farmaci per la psoriasi, come gli immunosoppressori, possono aumentare la vulnerabilità alle infezioni fungine. Il medico deve adottare un approccio integrato per gestire entrambe le condizioni e ridurre il rischio di complicazioni.
  • Ittiosi: L’ittiosi è una condizione genetica che causa un’eccessiva secchezza e desquamazione della pelle, rendendola simile a squame di pesce. La pelle affetta da ittiosi tende ad avere una barriera protettiva compromessa, che la rende più suscettibile alle infezioni, inclusa la dermatofitosi. La mancanza di umidità e l’alterazione della barriera cutanea facilitano la penetrazione dei funghi e la diffusione dell’infezione. Nei pazienti con ittiosi, la dermatofitosi può aggravare la secchezza della pelle e aumentare il rischio di screpolature dolorose, che richiedono un trattamento specifico e spesso prolungato. La gestione di entrambe le condizioni può essere complessa, poiché la terapia deve mirare sia a migliorare la funzione della barriera cutanea sia a trattare l’infezione fungina.
  • Lichen planus: Il lichen planus è una malattia infiammatoria cronica che colpisce la pelle e le mucose, causando lesioni pruriginose, rossastre, e talvolta desquamanti. I pazienti con lichen planus possono essere più soggetti alla dermatofitosi a causa dell’infiammazione persistente e delle lesioni cutanee che facilitano la penetrazione dei funghi. Inoltre, alcune lesioni causate dal lichen planus possono essere facilmente scambiate per dermatofitosi, rendendo difficile la diagnosi. Nei casi in cui le due condizioni coesistono, è importante trattare sia l’infiammazione del lichen planus sia l’infezione fungina, poiché la dermatofitosi può peggiorare il prurito e l’infiammazione. Il trattamento integrato richiede un attento monitoraggio e l’uso di terapie combinate per ridurre i sintomi di entrambe le condizioni.
  • Dermatite seborroica: La dermatite seborroica è una condizione cronica caratterizzata da desquamazione e arrossamento della pelle, principalmente nelle aree con una maggiore concentrazione di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto, il viso e la parte superiore del torace. La dermatite seborroica può essere associata alla dermatofitosi, poiché la pelle infiammata è più suscettibile all’infezione. Inoltre, l’eccessiva produzione di sebo crea un ambiente favorevole per la crescita di funghi. Nei pazienti con dermatite seborroica e dermatofitosi concomitante, può essere necessario un trattamento con shampoo antifungini e lozioni per gestire entrambe le condizioni. La gestione della dermatite seborroica riduce il rischio di recidiva della dermatofitosi e migliora la salute generale della pelle.
  • Cheratosi pilare: La cheratosi pilare è una condizione cutanea benigna in cui i follicoli piliferi si ostruiscono, causando piccole protuberanze ruvide, simili a papule. Anche se non direttamente correlata alla dermatofitosi, la cheratosi pilare può compromettere la barriera cutanea e aumentare il rischio di infezioni fungine, soprattutto se la pelle è soggetta a secchezza e screpolature. Nei casi in cui coesistono dermatofitosi e cheratosi pilare, il trattamento deve mirare a migliorare la salute generale della pelle, ridurre la cheratinizzazione e prevenire le infezioni. La cheratosi pilare può rendere più difficile la penetrazione dei farmaci topici, quindi il trattamento della dermatofitosi può richiedere un periodo più lungo per essere efficace.
  • Vitiligine: La vitiligine è una condizione autoimmune che provoca la depigmentazione della pelle in alcune aree, creando chiazze bianche. Anche se la vitiligine non rende direttamente la pelle più vulnerabile alla dermatofitosi, la perdita di melanina e la conseguente alterazione della barriera cutanea possono aumentare il rischio di infezioni. Nei pazienti con vitiligine, le lesioni causate dalla dermatofitosi possono essere più evidenti e difficili da trattare, poiché le aree prive di pigmentazione sono più suscettibili ai danni solari e all’irritazione. La gestione della dermatofitosi in pazienti con vitiligine richiede una cura speciale per evitare ulteriori danni alle aree depigmentate e ridurre il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria.

La presenza di altre patologie dermatologiche può influire sulla gestione e sul trattamento della dermatofitosi cutanea.

È essenziale adottare un approccio personalizzato e integrato per affrontare contemporaneamente sia l’infezione fungina sia le condizioni cutanee sottostanti, al fine di migliorare la salute della pelle e prevenire complicazioni a lungo termine.


Prognosi per la Dermatofitosi Cutanea

La prognosi della dermatofitosi cutanea dipende da vari fattori, tra cui la gravità dell’infezione, l’area del corpo interessata, la rapidità del trattamento e la presenza di eventuali condizioni di salute sottostanti.

In generale, la dermatofitosi cutanea è una condizione curabile con trattamenti antifungini topici o orali, e la maggior parte dei pazienti risponde positivamente alla terapia.

Tuttavia, alcuni casi possono essere più complessi e richiedere un monitoraggio continuo per evitare recidive.

Di seguito sono riportate le principali considerazioni riguardo alla prognosi della dermatofitosi cutanea, con spiegazioni dettagliate:

  • Recupero completo con trattamenti adeguati: La dermatofitosi cutanea risponde bene ai trattamenti antifungini e, nella maggior parte dei casi, il recupero è completo. Il trattamento precoce è cruciale per evitare che l’infezione si diffonda ad altre aree del corpo o peggiori. Nei casi lievi, l’uso regolare di creme e pomate antifungine può risolvere l’infezione entro due o quattro settimane, con una remissione completa dei sintomi. Nei casi più avanzati o diffusi, possono essere necessari antifungini orali e un trattamento prolungato, ma la guarigione è generalmente possibile. Dopo la fine del trattamento, è consigliabile seguire misure preventive per evitare recidive, soprattutto in ambienti umidi e caldi dove i funghi proliferano più facilmente.
  • Rischio di recidiva e importanza delle misure preventive: Sebbene la dermatofitosi cutanea possa essere curata, esiste un rischio di recidiva, specialmente nei pazienti esposti a fattori di rischio come ambienti umidi o il contatto frequente con superfici infette. Le recidive sono più comuni nei casi di tinea pedis (piede d’atleta) e tinea cruris (inguine), dove il sudore e la scarsa ventilazione possono favorire il ritorno dell’infezione. Per prevenire le recidive, è importante mantenere una buona igiene personale, indossare indumenti traspiranti e utilizzare spray o polveri antifungine nelle aree più a rischio. I pazienti che hanno sofferto di dermatofitosi in passato dovrebbero evitare di camminare a piedi nudi in spogliatoi pubblici e di condividere oggetti personali come asciugamani e calzature.
  • Prognosi nei casi di dermatofitosi cronica: In alcuni pazienti, la dermatofitosi può diventare cronica, soprattutto se non viene trattata correttamente o se si verificano frequenti recidive. I pazienti immunocompromessi, come quelli affetti da diabete o HIV, hanno un rischio maggiore di sviluppare infezioni croniche o difficili da trattare. Nei casi cronici, l’infezione può persistere per mesi o anni e richiedere cicli ripetuti di trattamento per mantenere i sintomi sotto controllo. La gestione della dermatofitosi cronica può richiedere l’uso combinato di farmaci antifungini e misure preventive rigorose per evitare che l’infezione peggiori o si diffonda. Nei casi di infezione cronica o resistente ai farmaci, il medico potrebbe dover adottare terapie più aggressive, come il trattamento con farmaci antifungini sistemici a lungo termine.
  • Complicazioni e impatto sulla qualità della vita: Sebbene la dermatofitosi cutanea non sia generalmente pericolosa, può influire sulla qualità della vita, soprattutto nei casi in cui provoca prurito intenso, dolore o disagio psicologico. Nei pazienti con onicomicosi (infezione delle unghie), la deformazione delle unghie può causare dolore e difficoltà nell’utilizzo delle mani o dei piedi, limitando la capacità di svolgere attività quotidiane. Nei casi avanzati, l’infezione può portare a complicazioni come infezioni batteriche secondarie, che richiedono trattamenti aggiuntivi. Per ridurre il rischio di complicazioni, è importante trattare l’infezione tempestivamente e adottare misure preventive per evitare il contagio e la diffusione ad altre aree del corpo o ad altre persone.
  • Prognosi nelle persone con patologie croniche o immunodepressione: Nei pazienti con patologie croniche come il diabete, o nei soggetti immunocompromessi, la dermatofitosi cutanea può essere più difficile da trattare e la prognosi può essere meno favorevole. In questi casi, l’infezione può diffondersi più rapidamente e rispondere meno ai trattamenti antifungini, richiedendo un monitoraggio attento e, talvolta, un trattamento prolungato. Questi pazienti sono a rischio di infezioni fungine sistemiche o di complicazioni più gravi, poiché il loro sistema immunitario ha una capacità ridotta di combattere l’infezione. Per migliorare la prognosi, è importante che questi pazienti seguano un trattamento antifungino tempestivo e si sottopongano a controlli regolari per monitorare l’efficacia della terapia e prevenire recidive.

La prognosi per la dermatofitosi cutanea è positiva con un trattamento adeguato, ma richiede attenzione continua per evitare recidive e gestire eventuali complicazioni.

Il successo del trattamento dipende dalla diagnosi precoce, dall’aderenza alla terapia antifungina e dall’adozione di misure preventive per mantenere la pelle sana e prevenire il contagio.


Problematiche Correlate alla Dermatofitosi Cutanea se Non Trattata Correttamente

La dermatofitosi cutanea, se non trattata in modo tempestivo e adeguato, può portare a una serie di problematiche che non solo peggiorano i sintomi, ma possono anche compromettere la salute generale della pelle e aumentare il rischio di complicazioni.

Sebbene non sia una condizione immediatamente pericolosa per la vita, l’infezione può causare danni significativi, diventare cronica o recidivare frequentemente.

Di seguito sono descritte le principali problematiche correlate alla dermatofitosi cutanea se non trattata correttamente, con spiegazioni dettagliate:

  • Crisi di prurito intenso e peggioramento dei sintomi cutanei: La dermatofitosi causa un prurito persistente, e se non trattata, questo sintomo può peggiorare, diventando insopportabile. Il prurito può portare il paziente a grattarsi frequentemente, il che può danneggiare la pelle e provocare micro-lesioni, irritazione e infiammazione. Il grattarsi continuo può peggiorare la condizione e portare a un ciclo di prurito-irritazione che può essere difficile da interrompere senza un trattamento appropriato. Nei casi più gravi, il prurito intenso può interferire con il sonno e la qualità della vita, causando stress e disagio psicologico. Il peggioramento dei sintomi può portare alla formazione di vescicole, croste, e un aumento della desquamazione cutanea.
  • Rischio di infezioni batteriche secondarie: Quando la dermatofitosi non viene trattata, le lesioni cutanee causate dal prurito e dalle abrasioni possono diventare una porta d’ingresso per i batteri, portando a infezioni batteriche secondarie. Queste infezioni possono manifestarsi con rossore, gonfiore, pus, e dolore, e possono richiedere l’uso di antibiotici per evitare complicazioni più gravi, come cellulite o erisipela. Le infezioni batteriche secondarie possono peggiorare notevolmente i sintomi e prolungare il tempo di recupero, poiché richiedono trattamenti aggiuntivi e un monitoraggio più attento. Nei pazienti con diabete o condizioni immunodepressive, le infezioni batteriche secondarie possono diffondersi rapidamente e comportare un rischio maggiore di complicazioni gravi.
  • Diffusione dell’infezione ad altre aree del corpo: Se non trattata, la dermatofitosi può estendersi ad altre parti del corpo, infettando nuove aree come l’inguine, il cuoio capelluto, o le unghie. La diffusione dell’infezione rende più complesso il trattamento e può richiedere l’uso di farmaci antifungini sistemici, che hanno una durata e un costo maggiore rispetto ai trattamenti topici. La tinea capitis, ad esempio, può causare perdita di capelli e cicatrici permanenti, mentre l’onicomicosi può portare a ispessimento, fragilità e deformità ungueale. La diffusione dell’infezione aumenta anche il rischio di contagio per altre persone, soprattutto in ambienti condivisi come piscine, palestre e abitazioni.
  • Crisi ricorrenti e cronicizzazione dell’infezione: La dermatofitosi non trattata correttamente può diventare cronica, con recidive frequenti che richiedono trattamenti ripetuti. La cronicizzazione dell’infezione rende la pelle più vulnerabile a danni permanenti, come cicatrici e ispessimenti cutanei, e può compromettere la salute della pelle nel lungo periodo. Le crisi ricorrenti possono ridurre la capacità della pelle di guarire e causare un accumulo di lesioni che aggravano i sintomi e aumentano il rischio di infezioni secondarie. Nei pazienti immunocompromessi, la cronicizzazione della dermatofitosi può diventare una fonte continua di disagio e richiedere un monitoraggio costante per evitare il peggioramento della condizione.
  • Impatto psicologico e riduzione della qualità della vita: La dermatofitosi cutanea, se non trattata, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita e causare disagio psicologico. Le lesioni visibili, il prurito cronico e il disagio possono ridurre l’autostima e causare ansia, soprattutto nei casi in cui l’infezione colpisce aree visibili come il viso o il cuoio capelluto. I pazienti possono evitare situazioni sociali o attività fisiche per timore di esporre l’infezione, con conseguente isolamento sociale e riduzione del benessere emotivo. Nei casi cronici o recidivanti, il disagio psicologico può peggiorare e portare a una diminuzione della motivazione a cercare cure, rendendo la dermatofitosi più difficile da gestire.
  • Problemi di mobilità e difficoltà nell’uso di calzature: Nei casi di dermatofitosi che colpiscono i piedi, come la tinea pedis, l’infezione non trattata può causare dolore, vescicole, e screpolature che rendono difficile camminare o indossare scarpe. Questi sintomi possono limitare la mobilità e ridurre la capacità di svolgere attività quotidiane, come lavorare o fare esercizio fisico. Nei casi gravi, il dolore e il disagio possono compromettere la postura e causare problemi muscoloscheletrici a lungo termine. La difficoltà nell’uso di calzature può inoltre aumentare il rischio di ulteriori infezioni fungine o batteriche, poiché la pelle dei piedi è esposta a maggiore attrito e sudorazione.
  • Complicazioni nei pazienti con condizioni di salute croniche: Nei pazienti con patologie croniche, come il diabete o malattie cardiovascolari, la dermatofitosi non trattata può aggravare ulteriormente la salute generale. Questi pazienti sono più suscettibili alle infezioni e alle complicazioni, poiché le loro difese immunitarie sono spesso compromesse. La dermatofitosi può rendere più difficile la gestione di altre condizioni di salute e richiedere trattamenti prolungati che possono interferire con altre terapie. La mancata gestione della dermatofitosi in questi pazienti può aumentare il rischio di infezioni sistemiche e compromettere ulteriormente il loro benessere generale.

Pertanto, la dermatofitosi cutanea, se non trattata correttamente, può causare complicazioni significative che vanno dal peggioramento dei sintomi locali al rischio di infezioni batteriche e impatti negativi sulla qualità della vita.

Un trattamento tempestivo e adeguato è essenziale per prevenire queste problematiche e garantire una guarigione completa, riducendo al minimo il rischio di recidive e complicazioni.


FAQ sulla Dermatofitosi Cutanea

Questo FAQ fornisce una panoramica dettagliata sulla dermatofitosi cutanea, coprendo cause, sintomi, trattamenti, prevenzione e consigli pratici per gestire questa comune infezione fungina.

DomandaRisposta
1. Cos’è la dermatofitosi cutanea?La dermatofitosi cutanea è un’infezione fungina che colpisce la pelle, i capelli o le unghie, causata da funghi dermatofiti. Questi funghi si nutrono della cheratina, una proteina presente nei tessuti cutanei.
2. Quali sono le cause della dermatofitosi?La dermatofitosi è causata da funghi dermatofiti, principalmente del genere Trichophyton, Microsporum e Epidermophyton, che possono infettare la pelle tramite contatto diretto o indiretto.
3. Come si trasmette la dermatofitosi cutanea?La dermatofitosi si trasmette attraverso il contatto diretto con una persona infetta, animali o superfici contaminate, come pavimenti o oggetti condivisi (asciugamani, pettini).
4. Quali sono i sintomi della dermatofitosi?I sintomi includono macchie rosse e squamose sulla pelle, prurito, desquamazione, lesioni circolari, e nei casi gravi, vescicole e infiammazione.
5. La dermatofitosi è contagiosa?Sì, la dermatofitosi è altamente contagiosa e può facilmente diffondersi tra persone, animali e tramite oggetti contaminati.
6. Quali parti del corpo possono essere colpite dalla dermatofitosi?La dermatofitosi può colpire qualsiasi parte del corpo, ma è più comune su cuoio capelluto (tinea capitis), piedi (tinea pedis), inguine (tinea cruris) e unghie (tinea unguium).
7. Qual è la differenza tra dermatofitosi e micosi?La dermatofitosi è un tipo specifico di micosi causato da dermatofiti, mentre il termine micosi si riferisce a tutte le infezioni fungine, comprese quelle non causate da dermatofiti.
8. Quali sono i trattamenti per la dermatofitosi?Il trattamento include l’uso di farmaci antifungini topici come clotrimazolo o terbinafina, e nei casi più gravi, antifungini orali. È importante completare l’intero ciclo di trattamento per evitare recidive.
9. Come viene diagnosticata la dermatofitosi?La diagnosi viene fatta tramite esame fisico e, in alcuni casi, test di laboratorio come la coltura del fungo o l’osservazione al microscopio di un campione di pelle.
10. Posso trattare la dermatofitosi a casa?Nei casi lievi, è possibile trattare la dermatofitosi con creme antifungine da banco, ma se l’infezione è estesa o non migliora, è necessario consultare un medico.
11. La dermatofitosi può recidivare?Sì, la dermatofitosi può recidivare se non viene trattata completamente o se ci si espone nuovamente a fonti di infezione.
12. Gli animali possono trasmettere la dermatofitosi agli esseri umani?Sì, gli animali domestici, come cani e gatti, possono essere portatori di dermatofiti e trasmettere l’infezione agli esseri umani.
13. Quanto tempo ci vuole per guarire dalla dermatofitosi?La guarigione può richiedere da alcune settimane a diversi mesi, a seconda della gravità dell’infezione e della parte del corpo colpita.
14. È possibile prevenire la dermatofitosi?Sì, mantenere una buona igiene, evitare il contatto diretto con persone o animali infetti, non condividere oggetti personali e asciugarsi bene dopo il bagno sono misure efficaci per prevenire la dermatofitosi.
15. La dermatofitosi può causare complicazioni?Se non trattata, la dermatofitosi può diffondersi e causare infezioni più profonde, pelle infiammata o infetta e, in alcuni casi, perdita permanente di capelli o unghie danneggiate.
16. I bambini sono più suscettibili alla dermatofitosi?Sì, i bambini sono più suscettibili alle infezioni del cuoio capelluto, specialmente a causa del contatto con altri bambini o animali infetti.
17. La dermatofitosi è comune?Sì, la dermatofitosi è una delle infezioni cutanee più comuni, specialmente in ambienti umidi e caldi, come piscine o spogliatoi.
18. Gli antifungini topici sono sempre efficaci per la dermatofitosi?Gli antifungini topici sono efficaci per molte infezioni superficiali, ma per infezioni più profonde o gravi potrebbe essere necessario un trattamento orale.
19. Quali sono i segni di miglioramento della dermatofitosi durante il trattamento?I segni di miglioramento includono riduzione del prurito, diminuzione del rossore e guarigione delle lesioni cutanee.
20. Posso fare attività fisica con la dermatofitosi?Sì, ma è importante mantenere l’area pulita e asciutta, e usare asciugamani e indumenti personali per evitare la trasmissione dell’infezione.
21. La dermatofitosi può colpire più parti del corpo contemporaneamente?Sì, la dermatofitosi può colpire più parti del corpo allo stesso tempo, soprattutto se non trattata.
22. Come posso evitare di diffondere la dermatofitosi agli altri?Evita il contatto diretto, non condividere oggetti personali, lava regolarmente lenzuola e asciugamani, e copri le aree infette durante il trattamento.
23. La dermatofitosi può essere trattata con rimedi naturali?Alcuni rimedi naturali possono alleviare i sintomi, ma non eliminano l’infezione. Gli antifungini topici o orali sono necessari per una cura efficace.
24. L’umidità può peggiorare la dermatofitosi?Sì, l’umidità crea un ambiente favorevole alla crescita dei funghi, quindi mantenere la pelle asciutta è essenziale per prevenire e trattare la dermatofitosi.
25. La dermatofitosi può causare prurito intenso?Sì, il prurito è uno dei sintomi principali e può essere intenso, soprattutto nelle infezioni non trattate.
26. La dermatofitosi può colpire il viso?Sì, sebbene sia meno comune, la dermatofitosi può colpire il viso, causando arrossamento, desquamazione e lesioni circolari.
27. L’uso di calzature strette può causare dermatofitosi?L’uso prolungato di calzature strette e non traspiranti può favorire lo sviluppo di dermatofitosi sui piedi, aumentando l’umidità e il calore.
28. Le persone con sistema immunitario compromesso sono più a rischio?Sì, persone con sistema immunitario debole sono più suscettibili alle infezioni da dermatofiti e possono avere infezioni più gravi e difficili da trattare.
29. Gli antibiotici possono trattare la dermatofitosi?No, la dermatofitosi è causata da funghi, quindi gli antibiotici, efficaci contro i batteri, non sono utili. Gli antifungini sono necessari per il trattamento.
30. Quando devo consultare un medico per la dermatofitosi?Consulta un medico se l’infezione non migliora dopo alcuni giorni di trattamento, se si diffonde, se è dolorosa o se compaiono segni di infezione secondaria.


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